Covid-19, Locatelli: “Sconcerto per le parole di Zangrillo. Il virus c'è ancora”

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La replica del presidente del Consiglio superiore di sanità alle dichiarazioni del direttore della Terapia intensiva del San Raffaele di Milano. Il parere anche di altri esperti


“Non posso che esprimere grande sorpresa e assoluto sconcerto per le dichiarazioni rese dal professor Zangrillo con frasi quali il 'virus clinicamente non esiste più' e che 'terrorizzare il Paese è qualcosa di cui qualcuno si deve prendere la responsabilità'”: ad affermarlo il presidente del Consiglio superiore di sanità e componente del comitato tecnico scientifico Franco Locatelli, quale commento esterrefatto alle dichiarazioni rilasciate al programma Rai Tre ‘Mezz’ora in più’ da parte del direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano. “Basta guardare al numero di nuovi casi confermati ogni giorno – ancora Locatelli - per avere dimostrazione della persistente circolazione in Italia del virus”.

Aver incrementato di molto i posti di terapia intensiva – aggiunge il numero uno del Css - è un merito enorme del sistema sanitario nazionale, poiché ha permesso di offrire una risposta clinica a tanti malati che altrimenti non avrebbero potuto essere adeguatamente curati. Inoltre, questi posti rimarranno disponibili per chi in futuro ne avrà bisogno anche per situazioni cliniche diverse da COVID-19. Dovremmo tutti rallegrarci che le misure di lockdown abbiano prodotto gli effetti sperati contenendo la diffusione epidemica, con risparmio di tante vite umane, e questo risultato inconfutabile deve spingere a continuare sul percorso della responsabilità dei comportamenti individuali, da non disincentivare attraverso dichiarazioni pericolose che dimenticano il dramma vissuto in questo Paese”.

“E' altrettanto chiaro, anche a occhi non esperti - conclude - che la gestione clinica dei malati è certamente oggi facilitata dal minor numero di casi rispetto a quelli osservati nei giorni di picco e da quanto si è imparato in questi mesi. Questi sono i fatti concreti, il resto opinioni personali”.

A fare da eco al presidente del Consiglio superiore di sanità, è lo pneumologo Luca Richeldi, già componente del Cts: “Il virus circola ancora – dice stando a quanto riporta IlSole24Ore - ed è sbagliato dare messaggi fuorvianti che non invitano alla prudenza. E' indubitabilmente vero e rassicurante il fatto che la pressione sugli ospedali si sia drasticamente ridotta nelle ultime settimane. Non va però scordato- rileva - che questo è il risultato delle altrettanto drastiche misure di contenimento della circolazione virale adottate nel nostro Paese. Peraltro - afferma Richeldi - è bene ricordare che la circolazione virale è un processo dinamico, per cui la gradualità e la cautela nella ripresa delle attività economiche e sociali devono rimanere la nostra priorità. Soprattutto alla luce delle riaperture del 3 giugno”.

Sulla stessa linea il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa: “Il virus non c'è più? E' un messaggio sbagliato che rischia di confondere gli italiani. Al Comitato tecnico scientifico va la stima del Governo”.

Anche il direttore dell’Istituto Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, interviene per commentare le parole del professor Zangrillo. E le sue parole procedono nella direzione già indicata ieri dall’infettivologo Le Foche, secondo cui al momento “non vi è alcuna prova o studio scientifico pubblicato che dimostri che il nuovo coronavirus SarsCov2 sia mutato”.

“Fortunatamente in Italia - aggiunge -abbiamo ora meno casi gravi e ciò dimostra che le misure di contenimento adottate hanno dato i loro frutti”. Di solito – avverte - “i virus si attenuano nel corso di vari anni, ma non bisogna essere catastrofisti o ottimisti a tutti i costi. Ora, ciò che dobbiamo fare - conclude - è monitorare la situazione giorno per giorno e mai abbandonare la prudenza”.

Parzialmente d’accordo – in base a ciò che riporta il Sole24Ore – con le parole del primario del San Raffaele sembra essere il direttore della clinica San Martino di Genova Matteo Bassetti, secondo cui “la potenza di fuoco che aveva tale virus due mesi fa non è la stessa potenza di fuoco che ha oggi”.

“E' evidente - sottolinea - che oggi la malattia Covid-19 è diversa: la presentazione clinica e il decorso sono infatti molto più lievi”.

Anche questa posizione tende a collimare con quanto già espresso dal professor Le Foche. Dunque, certamente c’è una fetta di esperti concorde sulla minore virulenza attuale del Covid. Ma da qui a dire che “clinicamente non esiste più” ci vuole il coraggio del medico Zangrillo, il quale rispetto alla sua espressione forte, ha ribadito: “La firmo”.

 

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