Coronavirus, la ricetta dell’Europa: vaccini di massa e mai più lockdown

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Corsa contro il tempo per scongiurare una seconda ondata in autunno. Ai governi viene chiesto massimo impegno per mettere a punto misure specifiche



Scongiurare una seconda ondata di coronavirus: è una vera e propria corsa contro il tempo quella in atto e l’Europa è al lavoro per mettere a punto una strategia efficace per evitare un nuovo lockdown.

Come riferisce ‘La Repubblica’ la commissione europea chiederà ai governi di sfruttare i prossimi mesi per approntare misure specifiche di contenimento del virus. In testa ai provvedimenti raccomandati, la protezione delle categorie più vulnerabili, il rafforzamento dei sistemi sanitari, la capacità di isolare rapidamente eventuali focolai con zone rosse localizzate e soprattutto una vaccinazione capillare e anticipata all'influenza stagionale che - è il timore - se si sommasse a un ritorno del coronavirus manderebbe in tilt i sistemi sanitari nazionali, facendo ripiombare il continente nei confinamenti di massa.

Non è un caso che ieri Angela Merkel, al termine della bilaterale con Conte al castello di Meseberg, abbia affermato: "Dobbiamo assolutamente evitare una seconda ondata di Covid". Quello della Cancelliera è un via libera alla Comunicazione che la Commissione Ue di Ursula von der Leyen presenterà domani a Bruxelles mirata proprio ad scongiurare il riacutizzarsi dei contagi, come chiesto dalla stessa Merkel insieme a Macron e altri leader a giugno.

“Il piano è dettagliato – scrive Repubblica -, con decine di misure tecniche, e punta a mettere in piedi ‘un sistema rapido d'identificazione di nuovi casi e di risposta immediata per contenere e isolare i focolai’. Per questo la Ue raccomanda di aumentare la capacità di fare test sulla popolazione, di tracciare gli infetti con le app, di rafforzare la sanità con unità di terapia intensiva, stock di medicinali e protezioni personali. Bruxelles lancia una serie di proposte affinché i governi, al contrario di quanto accaduto a marzo, si aiutino nella risposta con spostamenti tra nazioni di team medici, medicinali e distribuzione tra partner dei pazienti. Servirà un massiccio scambio di informazioni, anche perché Bruxelles sta accumulando equipaggiamenti pronti a essere inviati dove sarà necessario”.

Dovranno poi essere adottati piani di sostegno ai gruppi più vulnerabili: anziani (anche con misure per le case di riposo), persone con patologie, lavoratori esposti al virus (in particolare medici e infermieri), fasce di popolazione che non hanno i mezzi economici per proteggersi, migranti e lavoratori stagionali. Bruxelles raccomanda alla politica di insistere sulla popolazione affinché non abbandoni le precauzioni base come mascherine, igienizzazione, lavaggio delle mani e divieto di assembramenti.

Ma l’Europa è al lavoro anche per evitare nuove rotture di Schengen: "I governi devono evitare ritorno di restrizioni inefficaci e controlli alle frontiere interne". Ogni stop alla circolazione di persone e merci dovrà essere coordinato, strettamente necessario e temporaneo. E comunque lavoratori e beni "chiave" dovranno sempre poter attraversare i confini. Il piano della Commissione europea si conclude con una frase che non ammette repliche: "Tutte queste misure sono di competenza nazionale, ma devono essere assicurate".

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