Il Reddito di cittadinanza andrà anche agli stranieri con permesso di soggiorno breve

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A sostenerlo una recente ordinanza del tribunale di Bergamo con cui si rimette alla Suprema Corte la questione


ROMA. Il Reddito di Cittadinanza deve essere riconosciuto anche ai cittadini stranieri titolari di permesso unico di lavoro (di durata annuale o biennale) o di permesso di soggiorno di almeno un anno.

A sostenere questo nuovo orientamento, riportato dal sito tuttlolavoro24.it, è una recente ordinanza del Tribunale di Bergamo con cui si rimette alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, c. 1, lett. a) DL 4/2019, la normativa che ha introdotto il Reddito di Cittadinanza.

A parere del giudice la norma viola gli articoli 2, 3, 31, 38 e 117 c. 1 della Costituzione, in particolare – si legge nell’ordinanza di rimessione – “pare in contrasto con il principio di ragionevolezza escludere dalla prestazione sociale intere categorie di soggetti, selezionati non in base all’entità o alla natura del bisogno, ma ad un criterio privo di ogni collegamento con questo”, in quanto si “finisce per penalizzare proprio i nuclei familiari più bisognosi”.

Sarà quindi la Corte Costituzionale a decidere se la questione merita accoglimento e se il RdC debba essere esteso anche a questa categoria di cittadini stranieri che il Decreto legge del 2019 aveva escluso.

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