Troppi migranti a Lampedusa, la soluzione di Lamorgese: confinarli su una nave quarantena

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L’hotspot dell’isola è al collasso, con oltre mille persone per una struttura che può contenerne massimo duecento. Lunedì l’incontro tra la ministra e il presidente tunisino Saied


LAMPEDUSA. L’hotspot di Lampedusa è al collasso. Il sindaco dell’isola Salvatore Totò Martello ha proclamato lo stato d’emergenza. Gli sbarchi continuano e l’emergenza rischia di ripresentarsi ogni giorno, nonostante gli interventi del governo. Il centro di accoglienza che ospita oggi oltre mille persone - la struttura può contenerne al massimo duecento - scoppia. La paura di nuovi contagi è tanta. E allora la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese pensa a soluzioni alternative.

Tre o quattro giorni al massimo, il tempo di portare a termine la trattativa privata in corso, e al largo di Lampedusa arriverà una nave da quarantena dove saranno trasportati molti dei migranti attualmente ospitati sull’isola. Per l’immediato un pattugliatore della Guardia di finanza è stato inviato nell’isola: dovrebbero essere in corso di trasferimento le prime 450 persone, più 80 col traghetto di linea per Porto Empedocle, altre 200 con il traghetto di linea in queste ore e 170 con il pattugliatore delle Fiamme gialle. Destinazione, per la maggior parte di loro, il Cara di Bari. Ma si tratta solo di una pezza momentanea a una situazione ben più complessa. Il problema parte dalla Tunisia, dove la situazione politica e istituzionale è precipitata e da dove stanno partendo in continuazione barchini “che bisogna fermare alla partenza”, spiegano dal Ministero dell’Interno.

La nave scelta per la quarantena al largo, infatti, dopo esser stata individuata dovrà essere attrezzata adeguatamente; su questa i migranti resteranno isolati per quattordici giorni, nel corso dei quali verranno effettuati loro i controlli del caso per controllare non ci siano casi di contagio. Si procederà direttamente con i tamponi: “Si è visto che i test sierologici non servono a nulla, è capitato che persone arrivate, negative ai test a Lampedusa, siano poi risultate positive ai tamponi effettuati nei centri dei Comuni nei quali erano state trasferite”, puntualizzano dal Ministero dell’Interno come riportato da Huffpost. Una criticità sottolineata anche dal governatore della Campania Vincenzo De Luca, appena qualche giorno fa. Ma ci si riferisce anche a quanto accaduto a Potenza, dove 26 bengalesi partiti da Lampedusa negativi sono stati scoperti positivi dopo il tampone cui sono stati sottoposti nella struttura che li ospitava, scatenando la protesta del sindaco Mario Guarente che si è detto pronto ad innalzare “barriere umane qualora arrivassero altri migranti privi di certificato che ne attesti il reale stato di negatività”.

L’emergenza tunisina, insieme alla strategia condivisa da attuare per contrastare tratta e traffico di esseri umani, sarà tra i temi principali che la ministra Lamorgese affronterà lunedì nella sua visita ufficiale a Tunisi, nella quale incontrerà il Presidente della Repubblica, Kais Saied, e il ministro dell’Interno uscente, Hichem Mechichi.

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