L’ingratitudine dei migranti respinti dalla Francia: “Italiani di m***a”

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Aumentano i flussi migratori, ma Parigi blinda tutto e chiude il centro di accoglienza del parco Roya: molti stranieri si sono accampati perfino sui binari della ferrovia di Ventimiglia. Gli animi si scaldano facilmente: ma non è colpa loro, trattati come pacchi e costretti a vivere nel degrado


VENTIMIGLIA. Sul confine italo-francese di Ventimiglia, in provincia di Imperia, centinaia di stranieri a rotazione dormono ormai accampati sui binari della ferrovia, o sull’argine del fiume Roya o in spiaggia. Sono in prevalenza afgani o provenienti dall’Africa sub-sahariana, e si sono arrangiati a vivere in condizioni sanitarie infime, circondati da sporcizia e col rischio di contrarre chissà quali infezioni.

A spingerli verso questa ordalia è la speranza di un passaggio clandestino per la Francia: quasi tutti infatti sono costretti a passare per l’Italia nel tentativo di raggiungere l’Europa, ma Parigi ha ormai blindato i confini chiudendo il centro di accoglienza del parco Roya: qui, fin dall’apertura nel 2015, i migranti hanno sempre ricevuto vitto e alloggio gratuito, oltre che un'assistenza legale e sanitaria, ma ormai dal 1 agosto è tutto bloccato. Gli ultimi trenta migranti sono stati trasferiti nei centri di accoglienza straordinaria (Cas) della provincia di Imperia, lo scorso 30 luglio, ma erano stati impediti nuovi ingressi già da prima, su disposizioni del prefetto di Imperia, Alberto Intini. Sottoporre ogni nuovo ospite a 14 giorni di quarantena sarebbe stato, di fatto, impossibile per ragioni di spazio: lo stesso prefetto ha più volte fatto presente, che il centro di accoglienza non doveva essere considerato un "albergo". A rincarare la dose, il ministro dell'Interno francese Gérald Darmanin, che in un recente incontro a Villa Medici a Roma con la ministra Luciana Lamorgese ha comunicato l'intenzione di organizzare una serie di pattuglie miste alla frontiera, per evitare che i migranti sbarcati sulle coste italiane possano oltrepassare il confine.

Decisioni che si ripercuotono con forza sulla vita di queste persone. Che, nella loro odissea personale, si vedono respinti dovunque vadano. E allora: "Italiani di m... Qui non va bene, così non va bene". Così è stata apostrofata da alcuni migranti una troupe de Il Giornale giunta a Ventimiglia per documentare la grave emergenza umanitaria. Per molti di loro, nei continui rimpalli di responsabilità tra Stati, si riaprono le porte dell’Italia, che ancora si fa carico di ciò che la Francia ritiene evidentemente scarto, problema e preoccupazione da spazzare sotto il tappeto d’Europa.

Pierre

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