Coronavirus, contenimento contagi: test rapidi in aeroporti, porti e valichi di terra

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Il provvedimento specie per i turisti che tornano da Grecia, Spagna, Malta e Croazia. Ministro Speranza e Cts al lavoro. Intanto, l’Ue invoca provvedimenti ‘coordinati’ tra Stati


Torna ad aumentare il numero dei contagi in Italia. Si tratta per lo più di un cosiddetto fenomeno di ritorno, o importazione, e riguarda fasce della popolazione sempre più giovani, per un’età media degli infetti da Covid che si attesta intorno ai 38 anni, rispetto ai 65 della prima fase della pandemia.
Gli scienziati del Comitato tecnico scientifico, nel corso di un summit di scena ieri sera, si sono detti preoccupati e hanno invocato misure di massima sicurezza. Al vaglio tre opzioni: quarantena, tamponi o test rapidi per quanti, dopo un viaggio, intendono rimettere piede nel Belpaese.
Ed il ministro della salute Roberto Speranza ha scelto. In raccordo con lo Spallanzani – riferisce il Corsera – ha avviato le procedure per effettuare test rapidi negli aeroporti, specie dopo i casi che hanno riguardato i rientri dalle vacanze da Spagna, Grecia, Malta e Croazia. Misura, questa, che riguarderà pure porti, stazioni e valichi terrestri.

In sostanza, l’allerta è alta. E bisogna agire in fretta per contenere il contagio. “Dobbiamo analizzare ogni giorno la curva epidemiologica, - il commento degli esperti - se sale bisogna prendere provvedimenti”.

Sul fronte Regioni, le stesse hanno la facoltà di decidere ordinanze più restrittive. Pertanto, la Regione Lazio ha deciso di rendere obbligatori gli scanner agli ingressi di asili e scuole per l’infanzia dal 1 settembre.

Sul fronte Europa, invece, proprio ieri l’Ue ha scritto agli Stati Membri evidenziando la necessità di chiudere le frontiere in maniera coordinata. La Commissione ha avvertito: “Mentre dobbiamo garantire che l’Ue sia pronta a possibili nuovi aumenti di casi di Covid-19, dovremmo evitare una seconda ondata di azioni non coordinate ai confini interni”.

 

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