Il braccio violento dell’immigrazione. “Metti la mascherina”: e l’africano le spacca la faccia

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L’episodio all’interno del patronato Cgil dove la donna si era recata: massacrata di botte davanti a tutti da un maliano, per lei 30 giorni di prognosi


FOGGIA. La furia cieca dell’immigrato non ha risparmiato una donna, colpevole ai suoi occhi di averlo ammonito per non aver indossato la mascherina, come da regole anti Covid.

L’episodio, accaduto alcuni giorni fa all’interno del patronato Cgil di Foggia, ha visto come sfortunata protagonista la signora Stefania Buonpensiero, costretta a 30 giorni di prognosi con trauma cranico e naso rotto dopo le botte ricevute da un giovane africano, arrestato dai carabinieri.

I fatti: la donna, un’operatrice socio-sanitaria, vede l’uomo senza dispositivi di protezione nella sala d’aspetto del patronato e gli fa notare che non si può. Apriti cielo: l’extracomunitario, originario del Mali, per tutta risposta le sferra un pugno in pieno volto e le spacca il setto nasale, scaraventandola in terra. Poi, non pago, si scaglia addosso alla malcapitata e continua a pestarla sulla faccia, con una violenza inaudita. I presenti, increduli, cercano di fermarlo e riescono a liberare la donna dall’aggressore. Nel mente, una guardia giurata presente è intervenuta e l’africano, in compagnia di alcuni connazionali, è stato fermato da un altro extracomunitario e subito dopo arrestato dai carabinieri. L’agghiacciante esperienza vissuta dalla vittima è finita sui social, dove la donna ha scelto di rendere pubblica la foto del suo volto tumefatto dopo il vile pestaggio dell’immigrato.

 

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