Covid, la nuova scoperta che fa paura: il virus attacca anche il cervello

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Lo studio è stato completato dagli esperti del laboratorio di Pomezia, luogo simbolo della lotta al nemico invisibile: lì è stato sviluppato uno dei vaccini ritenuti più promettenti



“Il virus non attacca solo i polmoni, ma una pluralità di organi. I reni, il fegato e, ora è stato dimostrato, anche il cervello”. Questo quanto emerso dallo studio completato dagli esperti del laboratorio di Pomezia, considerato uno dei luoghi simbolo della lotta al Covid. E’ lì che è stato sviluppato uno dei vaccini considerati più promettenti, l’Azd1222, la cui fase di sperimentazione era giunta a buon punto prima dello stop temporaneo stabilito sul piano internazionale.

Della nuova scoperta ha parlato a Repubblica la direttrice scientifica di Advent-Irbm Stefania Di Marco. A sostegno ci sono due recenti ricerche, che hanno individuato gli effetti del Covid-19 sul cervello di esseri umani e topi. “Non me li aspettavo- ammette Di Marco-un virus respiratorio di solito lascia cicatrici sui polmoni ma non intacca altro”. La scoperta ha sorpreso anche Annalisa Di Marco, a capo della sezione High-Content Biology e Screening della Irbm, secondo cui “l'aggressione a più organi è la caratteristica che più spaventa del Covid”. Non solo, perché il virus "ha una trasmissibilità elevatissima", come ha spiegato a Repubblica il direttore della sezione Chimica, Christian Montalbetti.

Le nuove caratteristiche emerse rendono ancora più urgente lo sviluppo del vaccino in tempi brevi. "Lo stop temporaneo dei test è stata una cosa di routine - ha spiegato l'amministratore delegato di Irbm Pietro Di Lorenzo - capita quando il campione è ampio e composto anche da soggetti non perfettamente sani".

Ma appena gli scienziati hanno capito che la reazione avversa non era dipesa dal vaccino, la sperimentazione è ripresa. E ora, "se tutto andrà liscio, l'Italia avrà 3 milioni di dosi entro la fine dell'anno, da somministrare alle persone più a rischio: anziani e operatori sanitari". Nel frattempo, nonostante le fiale per la sperimentazione siano state già consegnate, si continua a tenere sotto controllo il siero candidato anti-Covid, nel corso della Fase 3, "quella cruciale per stabilire se il vaccino è efficace e sicuro".

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