Conte chiude cinema e teatri: il grido d’aiuto di un settore che ora rischia la fine

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In una lettera accorata firmata da oltre 50 professionisti dello spettacolo e della cultura, il loro appello al governo


ROMA. Il mondo dello spettacolo e della cultura, di cui si fa portavoce l’associazione Cultura Italiae, lancia un appello al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini per scongiurare la chiusura di teatri e cinema, prevista nella bozza del nuovo Dpcm. Per i firmatari, oltre una cinquantina di professionisti del mondo dello spettacolo, la decisione non solo avrebbe ricadute irrimediabili a livello economico su tutto il settore ma anche "conseguenze nefaste sull’intero comparto culturale e sullo spirito dei cittadini".

Nella lettera, i firmatari - in rappresentanza di “tutti i comparti e i generi dello Spettacolo dal vivo, dei Produttori Cinematografici, degli Artisti, degli Esercenti, delle Gallerie d’Arte, dei Musei, delle Sale da Concerto” - spiegano che “i lavoratori dello spettacolo dal vivo hanno messo il loro straordinario e personale impegno per riaprire Teatri e Cinema nel pieno rispetto dei protocolli per la tutela della salute. Essi sono luoghi sicuri dove il pubblico è seduto con mascherina e non parla durante la rappresentazione. L’uscita e l’entrata sono regolati e rispettano il distanziamento. Questi luoghi rappresentano oggi un esempio virtuoso di gestione degli spazi pubblici in epoca di pandemia”.

C’è anche l’orgoglio dell’aver “riconquistato faticosamente il nostro pubblico, spesso titubante e confuso da una comunicazione altalenante e ansiogena, a riacquistare i biglietti, rassicurandolo sulla certezza degli spettacoli e sulla scrupolosa adozione di tutte le misure di sicurezza”. In più, la considerevole questione economica. “Per quanto concerne i teatri abbiamo riavviato l’attività di produzione degli spettacoli sospesi, investendo pertanto nuovamente per il loro riallestimento. Peraltro tutti i voucher emessi acquisiti per gli spettacoli se fossero annullati dovrebbero essere riemessi nuovamente per non gravare sulle casse dei teatri; abbiamo riprogrammato tournée, concerti, uscite cinematografiche assumendoci enormi rischi, investendo e scommettendo quindi anche sul futuro, malgrado lo stato di incertezza dominante; abbiamo fatto rientrare tutti i dipendenti dalla Cig, garantendo loro non solo la giusta retribuzione ma soprattutto la dignità del lavoro”, raccontano i firmatari.

Ma c’è un ultimo punto sul quale i firmatari richiamano l’attenzione del Governo, quello che per loro “è il più importante in assoluto: chi opera nel settore della cultura è consapevole dell’importanza che essa ricopre soprattutto in momenti difficili come quello che ci troviamo ad affrontare. Sarebbe un grave danno per i cittadini privarli della possibilità di sognare e di farsi trasportare lontano oltre i confini della propria quotidianità. È soprattutto per l’importanza di non privare l’Italia del proprio immaginario collettivo – continuano - che vi chiediamo […] di mantenere indistintamente tutti i luoghi della cultura aperti! Siamo importanti per la società civile perché vi supportiamo nel vostro difficile compito istituzionale a mantenere elevato lo spirito dei cittadini, nella piena consapevolezza delle sofferenze che stanno incontrando a livello personale, familiare e professionale. È sopratutto in questa seconda ondata che ne avremmo più bisogno”.

“Il teatro e il cinema non possono fermarsi perché sono la riserva invisibile di senso, per la vita pubblica e individuale dei nostri concittadini. Tuteliamo la parte visibile di questa riserva di senso. Confidiamo in voi", chiosano i rappresentanti degli artisti italiani.

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