Coronavirus, i 4 scenari della pandemia: Italia a livello 3

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L’annuncio di Conte durante il question time. Le misure da adottare, contenute in un documento del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, hanno dettato la linea dell’ultimo Dpcm


Il documento ‘Prevenzione e risposta a Covid-19’, pubblicato dal Ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità, descrive 4 scenari della pandemia ipotizzati per l’Italia. E oggi, durante il Question time, il premier Conte afferma: "Ad oggi in Italia abbiamo uno scenario di tipo 3, che prevede possibilità di interruzione di alcune attività particolarmente a rischio, anche su base oraria, possibilità di lezioni scaglionate per la scuola, incremento dello smart working per decongestionare i trasporti".

Nulla di nuovo. Ma ecco più nel dettaglio gli scenari, che sono le situazioni possibili in relazione all’emergenza sanitaria:
- il primo descrive una situazione con trasmissione del virus localizzata (focolai), invariata rispetto al periodo luglio-agosto 2020
- il secondo presenta una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario nel breve-medio periodo;
- il terzo evidenzia una situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo;
- il quarto, il peggiore, descrive la situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo.

A livello di gestione dei contagiati – riferisce TgCom - lo scenario di tipo 3 prevede azioni di semplificazione del contact tracing e della sorveglianza attiva, isolamento per corte dei pazienti, priorità delle azioni associate al Covid sulle altre attività del Dipartimento di Prevenzione, attivazione di personale aggiuntivo esterno a supporto del Dipartimento di Prevenzione e delle attività, tampone offerto a casi sospetti e contatti stretti e contatti a rischio con priorità ai soggetti sintomatici, rimodulazione dello screening per Sars-CoV-2 con priorità su categorie target (es. operatori sanitari), potenziamento alberghi per isolamento casi.

Per quanto concerne le misure, sono specificate azioni (locali/provinciali/regionali) per l'aumento delle distanze sociali, obblighi anche su base locale sull'utilizzo di mascherine pure all'aperto, zone rosse con restrizioni temporanee con riapertura possibile valutando incidenza e Rt, interruzione di attività sociali/culturali/sportive a maggior rischio assembramento, valutazione di interruzione di alcune attività produttive con particolari situazioni di rischio, possibili restrizioni della mobilità interregionale ed intraregionale.

Nessun allarmismo, se non quello che sta già accadendo sulla scorta delle misure contenute nell’ultimo Dpcm.

 

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