Coronavirus, pazienti in terapia intensiva passati da 14 a 2: “Dati manomessi”

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Sospetti in Calabria su quanto accaduto la sera prima del Dpcm. La questione ruota intorno ai numeri dell’ospedale Annunziata di Cosenza



Dati manomessi per tentare di evitare di finire in zona rossa? E’ il sospetto che aleggia in questi giorni in Calabria. La questione ruota attorno ai numeri dell’ospedale Annunziata di Cosenza: nella notte tra il 3 e il 4 novembre, il numero dei ricoverati in terapia intensiva comunicati al Dipartimento Salute della Regione Calabria è passato da 14 a 2 “Martedì 3 novembre, come ogni pomeriggio, ho inviato all’Azienda sanitaria il numero dei degenti ricoverati nella mia Unità, in tutto 14 persone — spiega al Corriere della Sera Pino Pasqua, primario di rianimazione dell’Annunziata —. Dieci erano in terapia intensiva, due in sub intensiva, quest’ultimi erano meno gravi perché hanno un fabbisogno diverso, collaborano, hanno una ventilazione meno invasiva”.

Il dato, spedito all’Ufficio Unità speciale di continuità assistenziale, diretto dal dottor Mario Marino, è stato assemblato con altri dati provenienti dal territorio. “Alle 13 ho inoltrato l’email della situazione giornaliera al Dipartimento Salute della Regione Calabria ed ho constatato l’avvenuta lettura - dice al Corriere Gabriella De Luca, incaricata a gestire il traffico quotidiano dei ricoverati in rianimazione nel distretto di Cosenza - . Una volta elaborati dal sistema i dati sono stati inseriti nel bollettino regionale e diramati nel primo pomeriggio di martedì 3 novembre dal Dipartimento Salute. In serata, però, la Regione Calabria ha emanato un nuovo bollettino sui dati dei ricoveri in terapia intensiva dove ha cancellato il numero dei ricoverati per Covid giunti dall’ospedale di Cosenza, facendolo passare da 14 a 2. Una decisione che sarebbe stata assunta in totale autonomia, senza che né il primario di Rianimazione Oliva né i dirigenti dell’Asp cosentina, fossero messi al corrente”.

Non si sa chi sia stato a manomettere il dato. Ciò che è certo è che nella serata del 3 novembre la Regione Calabria ha comunicato un numero di pazienti in terapia intensiva decisamente più basso della realtà. Uno dei dirigenti del Dipartimento Salute, rimasto anonimo, ha detto al Corriere che la “manina” che ha manomesso i dati l’avrebbe fatto per evitare di aumentare il numero dei ricoveri in terapia intensiva allo scopo di evitare la zona rossa in Calabria. Cosa che si è rivelata comunque del tutto inutile.

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