Coronavirus, vaccino per tutti entro fine marzo: l’annuncio di Speranza

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Le parole del Ministro della Salute che chiede “uno sforzo ai cittadini”. E avverte: “Se non invertiamo la curva dei contagi il servizio sanitario andrà in crisi”


Spiragli positivi per la lotta al Covid: a fornirli il ministro Roberto Speranza che, durante la trasmissione ‘Mezz’ora in più’ di Lucia Annunziata, fa il punto della situazione Coronavirus in Italia, tra stato delle cose e prossime misure da adottare.

Il titolare del dicastero della Salute parla del vaccino anti-Covid, annunciando che la sua distribuzione di massa “avverrà sicuramente alla fine del primo trimestre o alla fine del primo quadrimestre del 2021”.

“L'auspicio – dice - è che i controlli che l'Ema ha già avviato sulle sperimentazioni più avanzate possano avere un esito positivo anche prima”.
Nella circostanza il ministro rivolge pure un appello ai cittadini: “Non è scritto nel cielo dove andremo a finire ma vedo una consapevolezza che non è all'altezza del momento che stiamo vivendo. Si torni allo spirito di marzo quando il comportamento delle persone ha fatto la differenza”.

Incalzato dalla giornalista in studio su cosa accadrà il prossimo Natale, Speranza afferma: “Noi sappiamo che le misure che stiamo mettendo in campo, soprattutto nelle zone rosse, produrranno sicuramente degli effetti di abbassamento del contagio. Però c’è una variante decisiva che è il comportamento delle persone. Questo comportamento è quello che può veramente cambiare le cose”. A suo avviso, se “non invertiamo la curva” dei contagi il servizio sanitario “andrà in crisi e non possiamo stare qui a dire che tra qualche settimana sarà tutto a posto”.

Ad esplicita domanda su “chi controlla le Regioni” in merito ai dati che forniscono in relazione all’epidemia (e che hanno determinato l’assegnazione di una cosiddetta zona di rischio, ndr), il ministro ha poi risposto: “C’è un rapporto serio tra le istituzioni e sarebbe un reato grave dare dei dati falsi. È importante rendere pubblici i dati di cui disponiamo. È un modello quello dell'incrocio dei dati che esiste da 24 settimane e non c’è stata una Regione o un parlamentare che ha abbia detto non funziona. Ora questi dati servono anche per dire quali misure scatteranno”.

Insomma, la responsabilità dei cittadini gioca un ruolo importante in questa partita contro il Covid. Come lo gioca la correttezza delle Regioni.

 

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