Coronavirus, ecco come usare le mascherine: mai in tasca o sui mobili

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L’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato una guida all’uso delle mascherine, sottolineando anche la differenza tra le mascherine chirurgiche e le cosiddette “mascherine di comunità”


Mascherine primo presidio nella lotta alla diffusione del contagio da Covid. E, nonostante le posizioni di alcuni scettici, restano obbligatorie, ferme restando le basilari regole di igiene delle mani e il distanziamento sociale.

Pertanto, l'Istituto Superiore di Sanità – rilancia Fanpage - ha pubblicato una guida con alcuni consigli utili sull'utilizzo, la manipolazione e la pulizia (laddove possibile) delle mascherine nella vita di tutti i giorni.

Ma prima di entrare nel merito, ha sottolineato la differenza tra mascherine chirurgiche, veri e propri dispositivi medici che normalmente utilizzano gli specialisti sanità (assieme ai filtratori professionali FFP2 ed FFP3), e le cosiddette “mascherine di comunità”. Queste ultime, realizzabili anche a casa propria, che rappresentano una “misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2”, ma non rientrando nei veri e propri Dpi. Devono essere multistrato, aderenti – si legge - e in grado di coprire bene dal mento alla parte superiore del naso. I materiali utilizzati devono ovviamente garantire un'efficace respirazione, non essere tossici, infiammabili o in grado di determinare allergie. Il loro utilizzo è obbligatorio anche per i bambini dai 6 anni in su, che devono indossare mascherine idonee alla loro fisionomia.

Per quanto concerne la manipolazione, “l'ISS raccomanda sempre di lavarsi bene le mani prima di indossarle e dopo averle tolte, avendo cura di toccare soltanto la parte degli elastici o dei legacci. Nel caso in cui si dovesse toccare la parte esterna della mascherina, è doveroso lavarsi subito le mani con acqua e sapone per almeno 40-60 secondi o con una soluzione alcolica per almeno 20-30 secondi.

Le mascherine non vanno mai messe in tasca o poggiate su mobili. In base a quanto indicato in un documento dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (S.C.F.M.) di Firenze, una volta sfilate, le mascherine riutilizzabili possono essere disinfettate, e prima di procedere vanno adagiate “su una superficie precedentemente pulita/sanitizzata con acqua e sapone o soluzione idroalcolica al 75-85% o altro disinfettante idoneo, con la parte esterna verso l'alto”.

Quelle monouso vanno gettate nell'indifferenziata, mentre quelle lavabili, vanno trattate a 60 gradi con un comune detersivo oppure seguendo le istruzioni del lavaggio laddove disponibili, come spiega l'ISS. Il riutilizzo è naturalmente legato anche al deterioramento del dispositivo, come sottolineato a Fanpage dal virologo Fabrizio Pregliasco. Le mascherine vanno infatti sempre sostituite quando presentano danni e non possono più garantire un apposito filtro. Il lavaggio delle mani resta una misura fondamentale prima e dopo aver indossato le mascherine.

 

 

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