Docente di giorno, prostituta di notte. Clienti violavano il lockdown per vederla

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I fatti si sono verificati in provincia di Imperia. Due uomini, tra cui il marito della professoressa, sono stati arrestati, un terzo è stato denunciato. L’accusa è di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Rischiano la denuncia anche i clienti della donna che, per recarsi agli incontri, avrebbero violato le restrizioni e prodotto false autocertificazioni per giustificare i loro spostamenti


Sarebbero almeno una settantina i clienti di una professoressa di Imperia la cui doppia vita è stata scoperta dai carabinieri di Alassio in provincia di Savona, che hanno arrestato per il momento due persone per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. I clienti per vedere la donna, una professoressa di 56 anni che con il falso nome di Elena pubblicava annunci su siti di incontri, avrebbero anche violato il lockdown della scorsa primavera fornendo autocertificazioni false per giustificare i loro spostamenti.
Si tratterebbe, come riporta il sito Fanpage.it, di operai, professionisti, e anche alcuni giovani studenti che avrebbero risposto agli annunci su internet della docente. Gli investigatori dell’Arma stanno passando a setaccio i movimenti e ascoltando in caserma tutte le persone coinvolte. Per alcuni, a quanto emerso finora, potrebbe scattare la denuncia per aver dichiarato il falso sulle autocertificazioni la scorsa primavera.

Si parla di guadagni di circa 8000 euro al mese. I carabinieri hanno sequestrato quattro conti correnti e varie carte di credito. Due persone per il momento sono state arrestate: si tratta del marito della professoressa, elettricista di 58 anni, e un ristoratore di Andora di 61 anni. Un pensionato 70enne è indagato. L’accusa è di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. I due arrestati saranno ascoltati mercoledì dal Gip di Savona, Francesco Meloni. La donna è considerata parte lesa.

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