Coronavirus, via libera agli anticorpi monoclonali: "Rischio ospedalizzazione e morte ridotto del 70%"

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Dopo l'ok dell'Aifa ieri è stato firmato il decreto che autorizza, in via straordinaria, l'utilizzo del trattamento in Italia. Cosa sono e come agiscono


Gli anticorpi monoclonali approvati dal Ministero della salute dopo il via libera dell'Aifa sono, coma spiega Alessandro Malpelo per Quotidiano.net, molecole complesse che l'organismo riconosce come sue alleate, e che svolgono funzioni di vitale importanza nella lotta alle malattie, Covid compreso.

Gli anticorpi monoclonali, neutralizzanti elaborati contro il virus Sars-Cov-2, in particolare quelli di Eli Lilly e Regeneron già registrati e distribuiti nel mondo, sono farmaci biologici, sintetizzati in laboratorio in grandi quantità, che riproducono, o ricalcano, la struttura degli anticorpi specifici sviluppati in risposta alle aggressioni del virus nei soggetti convalescenti colpiti da Covid-19.

La terapia degli anticorpi monoclonali viene somministrata mediante una infusione endovena. Sono capaci di diffondersi attraverso il sangue, e raggiungono in breve tutti gli organi e tessuti. Si muovono come cacciatori all'inseguimento della prede e hanno la particolarità di riuscire a scovare e neutralizzare il virus Sars-Cov-2, comprese le sue varianti recenti. Una volta al cospetto del nemico, questi anticorpi si possono aprire e chiudere come tenaglie, o come spade, per poi fissarsi alle pareti del virus, e lo rendono inoffensivo e incapace di replicarsi.

Gli anticorpi monoclonali hanno un effetto quasi immediato, avvertito nel giro di poche ore dalla infusione. Offrono un sollievo duraturo, che raggiunge il massimo grado di percezione dopo un giorno o due. I pazienti studiati descrivono la terapia riportando la sensazione di ritrovare piano piano le forze che avevano perduto.

I dati indicano che sono terapie in grado di ridurre la carica virale in modo significativo, abbattono il rischio di ricovero, il rischio di complicanze e morte per Covid-19, quindi accelerano la risoluzione dei sintomi, e riescono a prevenire la progressione della malattia. Questi effetti hanno mostrato i vantaggi nell'impiego di questa terapia come "immunizzazione passiva" d'emergenza o complementare, in attesa di una maggiore disponibilità dei vaccini antiCovid, mediante i quali ottenere l'immunità di gregge.

Gli anticorpi monoclonali vengono somministrati da specialisti in ospedale. Sono prodotti che vanno usati al momento giusto nelle persone molto fragili suscettibili di aggravamenti, quindi dopo le prime avvisaglie e mai troppo tardi, comunque prima di andare incontro a complicanze severe.

Gli anticorpi monoclonali, come riporta l'Ansa, sono ritenuti una delle più promettenti armi contro il Covid-19. Come il plasma, sono anticorpi 'esogeni' ovvero sostituiscono quelli prodotti dall'individuo stesso in seguito all'esposizione al virus o al vaccino. Diversamente dal plasma, però, consentono di industrializzare il processo produttivo. Già nei giorni scorsi, il presidente dell'Aifa Giorgio Palù aveva definito tali terapie come "salvavita" e il dg Nicola Magrini aveva comunicato che il Governo ha individuato un fondo per questi farmaci, garantendo così una disponibilità per coprire "diverse decine di migliaia di pazienti".

In merito all'efficacia, nel caso del bamlanivimab ed etesevimab di Eli Lilly, il trattamento riduce il rischio di ospedalizzazione e morte per Covid-19 del 70% in pazienti ad alto rischio, come hanno dimostrato i risultati della sperimentazione di Fase 3 presentati dall'azienda lo scorso 26 gennaio.

 

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