Due vincite milionarie in 20 giorni, nessuna frode: ecco chi è il vincitore seriale che ha sbancato il Gratta e vinci

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L’incredibile vicenda del superfortunato piastrellista brasiliano indagato per riciclaggio. La procura si arrende: non c’è imbroglio, nulla fa credere che abbia avuto una soffiata su dove trovare i biglietti vincenti


VERONA. È un piastrellista italo-brasiliano, di 40 anni, l’uomo di Peschiera del Garda che con la sua fortuna ha fatto scervellare la procura di Verona per cercare di capire se fosse possibile vincere per due volte, a distanza di soli 20 giorni, somme milionarie al Gratta e Vinci, per un totale di 3 milioni di euro (2,4 esentasse).

Una fortuna che ha talmente dell’incredibile da essere segnalata dall’Unità di Informazione Finanziaria presso la Banca d’Italia e al Nucleo speciale Polizia valutaria della Guardia di Finanza, che ha iniziato a scavare. Dalle prime informazioni era emerso come, il 30 marzo scorso, il fortunato operaio aveva disposto un bonifico di 800mila euro - quasi l’intero ammontare della prima vincita - su un conto acceso presso il Banco Do Brasil e aveva simultaneamente chiesto l’emissione di un assegno circolare da 80mila euro a favore di un altro soggetto per un “atto notarile di donazione”. Operazioni che avevano indotto la Procura veneta a disporre il sequestro preventivo d’urgenza dell’intero saldo disponibile sul conto corrente intestato al piastrellista presso la filiale del Banco Bpm di Peschiera del Garda. Misura poi convalidata dal giudice per le indagini preliminari.

L’ipotesi al vaglio della Procura era che il denaro provenisse “dal delitto di accesso abusivo al sistema informatico della società concessionaria della lotteria e conseguente rivelazione di segreto”.

In sostanza, alcuni dipendenti di Lottomatica, concessionaria della lotteria di Stato, avrebbero spifferato a presunti complici una serie di informazioni top secret sulle tabaccherie dove sarebbero finiti in vendita i biglietti vincenti

Ma la realtà, stavolta, ha superato la fantasia. Come si legge sul ‘Corriere del Veneto’, il sostituto procuratore della Repubblica Alberto Sergi, che ha archiviato l'inchiesta. «Niente da fare — certifica il comandante della Guardia di Finanza di Verona, colonnello Vittorio Francavilla — la fortuna esiste, non c’è nulla che possa far credere che qualcuno alla Lottomatica di Roma abbia spiato il tagliando vincente, lo abbia seguito per mezza Italia e infine sia andato a prenderselo in qualche lontana tabaccheria. Troppe le complicità. Abbiamo scavato, analizzato, verificato tutte le possibilità: non ce n’è una che possa far pensare alla frode. Alla fine, ci siamo dovuti arrendere, quei soldi sono stati vinti lecitamente”.

E dunque l’uomo – sono in tantissimi in paese i veneto-brasiliani di ritorno – è ritornato in possesso della somma milionaria vinta, a quanto pare, legittimamente. Quando ai soldi inviati in Brasile, sempre secondo quanto ricostruito dal ‘Corriere del Veneto’, servivano a far rientrare la moglie e la figlioletta di dieci anni. Nessun imbroglio, dunque? Sarà. Ma in paese non tutti quelli che lo conoscono sono convinti.

 

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