Strappo in Sicilia: “Pronti a vaccinazione di massa nelle isole minori”

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La Regione ha deciso di ‘uscire’ dal piano nazionale del Commissario Figliuolo. E gli indecisi frenano la campagna vaccinale.


La Sicilia scatta in avanti e prova a smarcarsi da Roma. Così nell’isola si dichiarano pronti a fa partire la campagna vaccinale di massa nelle isole minori: a partire da questo weekend i cittadini over 18 dovrebbero ricevere una dose di vaccino. Prime somministrazioni a Lampedusa e Linosa, poi da lunedì si dovrebbe proseguire nel resto delle isole.

La Regione Sicilia ha comunicato ieri la scelta al commissario Figliuolo nella speranza che “voglia comprendere che da parte nostra non c’è alcuna volontà di essere disobbedienti – ha detto il presidente della Regione Musumeci– ma avvertiamo tutti il peso della responsabilità della specifica condizione epidemiologica ma anche di carattere sociale dell’isola”.

Al commissario Figliuolo “avevamo inviato due lettere con le nostre richieste e poi ci sono anche gli sms” ha aggiunto Musumeci.

Ma lo ‘strappo’ siciliano si estenge anche ad un’altra questione: quella che attiene agli indecisi, cioè ai cittadini che non hanno ancora deciso se vaccinarsi o meno e dunque, pur essendo nelle fasce d’età coperte dalla campagna vaccinale nazionale, non si sono ancora prenotati, o lo hanno fatto, ma poi non si sono prenotati all’hub per fari inoculare il vaccino.

Perciò da oggi si procederà alle prenotazioni per gli over 50. Da domani, mercoledì 5 maggio, via alle prenotazioni per gli over 50 e da venerdì, come detto si dovrebbe passare alla vaccinazione di massa nelle isole minori.

La struttura commissariale nazionale avrebbe nel frattempo fatto sapere che riserverà la “massima attenzione anche alla messa in sicurezza degli abitanti delle isole piccole”, partendo da quelle che “possono presentare una particolare esposizione al rischio epidemiologico e che non sempre sono provviste di presidi sanitari adeguati”.

Intanto la ‘psicosi Astrazeneca’ del resto si estende a diverse regioni italiane. Gli indecisi sarebbero oltre cinque milioni, circa il 12 per cento della popolazione complessiva oltre i 16 anni.

In Friuli Venezia Giulia nella fascia d’età tra 60 e 69 anni l’adesione cala: su una platea di 77mila persone hanno prenotato la somministrazione meno di 15mila persone. Calabria e Sicilia, con i loro 78,8% e 78,3% rispettivamente, sono agli ultimi posti tra le regioni per le percentuali tra le dosi somministrate e quelle consegnate. Entrambe indietro anche nella vaccinazione agli over 80: sono infatti in fondo alla classifica elaborata dalla Fondazione Gimbe: la Sicilia al 70,3% preceduta dalla Calabria al 71% e dalla Campania al 77,8%. Prima ci sono la Liguria al 79,9% e la Sardegna con l’80,6%.

 

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