Camorrista condannato a morte dal clan: gli scavano la fossa per una 'relazione pericolosa'

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La Squadra Mobile di Napoli scongiura l'omicidio dell’amante della moglie di un esponente della malavita partenopea legato agli Abbinante e mette in stato di fermo cinque persone


NAPOLI. La Squadra Mobile di Napoli ha arrestato cinque persone, con l’accusa di tentato omicidio, quattro delle quali dovranno rispondere anche di associazione mafiosa. Motivo degli arresti un piano meticoloso, realizzato con l’intento di uccidere l’amante della moglie di un affiliato al clan camorristico Abbinante, attualmente detenuto.

L’intervento della polizia nel quartiere di Scampia, nella giornata del 16 giugno, contro gli organizzatori del progetto omicida, tra i quali compaiono Antonio Abbinante, ritenuto dagli inquirenti il reggente dell’omonimo clan e altri quattro camorristi.

Stando a quanto riportato da ‘Fanpage.it’, l’uomo - anch’egli appartenente all’associazione camorristica - aveva il destino segnato, poichè i cinque avrebbero persino scavato una fossa nella quale gettare il suo cadavere.
Gli uomini del clan avrebbero attratto la vittima designata in una zona isolata nelle campagne, tra i comuni partenopei di Marano e Arzano, dove lo avrebbero ucciso e poi nascosto sotto terra.  In tal modo sarebbe stato impossibile trovare il cadavere, perfettamente occultato.

Tuttavia, il provvidenziale intervento delle forze dell’ordine ha permesso di evitare l’omicidio.  In esecuzione di un provvedimento di fermo emesso dalla locale Direzione distrettuale antimafia, sono stati colpiti da misura cautelare Antonio, Raffaele e Arcangelo Abbinante, Antonio Esposito e Salvatore Morriale, tutti indiziati di associazione di stampo mafioso e tentato omicidio aggravato. Per i medesimi fatti è stata successivamente eseguita l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di una sesta persona, Paolo Ciprio.

L’idea era quella di uccidere l’uomo, il quale però si era scagionato dall’accusa, dichiarando di non avere alcuna relazione con la moglie del detenuto. L'amante era considerato reo di aver violato un importante codice comportamentale nei confronti di un altro affiliato e per questo avrebbe subito giustizia sommaria da parte dell’associazione criminale.

Gli inquirenti hanno immortalato il momento dello scavo della fossa nel luogo dove l'uomo era stato attirato con un appuntamento ingannevole.

Il video che mostra lo scavo della fossa: https://youmedia.fanpage.it/video/aa/YNCLBuSwlPUqgFsq

 

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