La variante Delta ‘conquista’ l’Europa: In Italia zone bianche a rischio

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Per ora quattro regioni sorvegliate speciali: in due settimane si prevede un'incidenza superiore a 50 casi settimanali per 100mila abitanti. Pressing sul governo per rivedere i criteri delle zone-colore, facendo pesare il tasso di ospedalizzazione


ROMA. Zone bianche a rischio dato l’aumento della variante Delta. Lo svela ‘Repubblica’, che spiega come il Governo abbia deciso di prendere in mano la situazione e convocare in settimana una cabina di regia ad hoc per fare un punto sulla nuova emergenza. Si procederà ad analizzare alcuni dati, in particolare quelli provenienti dalla Gran Bretagna, che indicano una prima crescita delle ospedalizzazioni a causa dell'incremento esponenziale dei contagi e a valutare eventuali nuove misure di contenimento.

Difficile prevalga la linea del ‘liberi tutti’, adottata appunto nel Regno Unito, che dal 19 luglio - forte del successo della sua campagna vaccinale - ha optato per far saltare le ultime restrizioni rimaste, ossia l'obbligo di mascherine al chiuso e di distanziamento sociale. Una convivenza col Covid, o almeno un tentativo.

Il Governo italiano, invece, intende studiare approfonditamente i dati dei territori, vista la velocità di diffusione della variante Delta.

“Le conclusioni sono in parte già chiare agli esperti - continua ‘Repubblica’ - Nel giro di due settimane alcune Regioni torneranno in zona gialla, perché avranno un'incidenza superiore a 50 casi settimanali per 100mila abitanti. Lo dicono i contagi della settimana tra domenica 4 luglio e sabato 10: a rischio sono la Sicilia (incidenza a 21), la Campania (19), l'Abruzzo (16,6) e le Marche (15,3). Un aumento dei positivi, anche se più contenuto, si registra anche nelle altre Regioni. Se i tassi di crescita dovessero essere anche solo simili a quelli di altre nazionali come la Spagna - dove i nuovi positivi erano 2.711 il 26 giugno, ben 21.879 il 9 luglio - quasi tutte le aree del Paese lascerebbero il bianco entro poche settimane”.

Alla luce di questo trend, “molte amministrazioni locali premono sul ministero per rivedere gli indicatori in base ai quali si assegnano i colori alle zone – conclude il quotidiano diretto da Maurizio Molinari - Si chiede di considerare l'impegno degli ospedali, di certo alleggeriti dalla pressione dei ricoveri grazie alla campagna di vaccinazione. Ma anche in questo caso, sembra prevalere la linea della prudenza. Sul tavolo della cabina di regia finiranno infatti i dati inglesi, ancora frammentari ma già in grado di segnalare un primo aumento delle ospedalizzazioni. Quanto accentuato, lo si capirà con il tempo”.

 

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