Varianti Covid, c’è l’arma ‘made in Italy’: i monoclonali le neutralizzano tutte

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Lo spiega il direttore scientifico e responsabile Ricerca e Sviluppo di GlaxoSmithKline Rino Rappuoli, alla Giornata del Ricercatore alla Maugeri di Pavia


PAVIA. Ottime notizie per la guerra alle varianti del Covid-19. L’anticorpo monoclonale italiano le neutralizza tutte con una semplice iniezione somministrata anche a casa del paziente, a differenza di quello americano che richiede l’endovenosa in ospedale. Si tratta di un anticorpo di seconda generazione che ha superato la prima fase clinica con ottimi risultati. Ora bisogna puntare alle due fasi successive: ma mancano candidati-pazienti e finanziamenti. Lo ha spiegato il direttore scientifico e responsabile Ricerca e Sviluppo di GlaxoSmithKline Rino Rappuoli, alla Giornata del Ricercatore alla 'Maugeri' presso l'università di Pavia.

I tempi della fase 2 e 3 non sono attualmente prevedibili, ha spiegato lo scienziato: “Il programma prevede che il test venga effettuato su 800 persone che hanno avuto tampone positivo: abbiamo cominciato a metà maggio e finora ne abbiamo reclutati solo un centinaio. È difficile contattare eventuali candidati per ragioni di privacy”.

La Regione Toscana sta conducendo un’apposita campagna di informazione online. “Speriamo che questo produca risultati efficaci, altrimenti dovremo continuare il lavoro all'estero. In Italia - ha sottolineato Rappuoli - si può fare una buona ricerca, ma oggi mancano ancora finanziamenti per avere laboratori competitivi a livello internazionale. Speriamo che con i fondi del Pnrr si facciano gli investimenti necessari".

L'Agenzia italiana del Farmaco il 12 luglio ha reso noto che da metà marzo sono stati 6.198 i pazienti Covid a cui sono stati prescritti gli anticorpi monoclonali autorizzati in via sperimentale in Italia. Di questi, 74 sono quelli che li hanno ricevuti nell'ultima settimana: un numero per la prima volta in crescita dopo mesi di calo e che va di pari passo con l'aumento registrato nei contagi.

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