Pensioni, riscatto ‘semplificato’ della laurea: come funziona e quanto conviene

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La versione agevolata sembra piacere agli italiani. Domande in crescita


ROMA. Sempre attuale torna alla ribalta il tema del riscatto della laurea ai fini pensionistici. La versione ‘agevolata’ di riscatto 2021 sembra conquistare gli italiani. Secondo i dati dell’Inps – riportati dal Corriere della Sera - nel 2019 le pratiche per le domande di tipo ordinario sono aumentate: si è passati da 27 mila a oltre 46 mila. Cifra a cui si aggiungono le pratiche legate alle nuove richieste agevolate 27.205. Un successo, insomma. Ecco perché la sperimentazione del cosiddetto riscatto agevolato verrà riproposta pure nel 2022, con il governo che valuta per il proseguo una proroga o finanche un rafforzamento della misura.

Ma come si fa? La norma – si legge - prevede che si possano riscattare, salvo alcune eccezioni, gli anni degli studi universitari a fini pensionistici senza limiti di età ma a patto di non avere versato contributi prima del 1996 e di essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (dipendenti, autonomi o gestione separata). Al momento sono esclusi gli iscritti alle casse di previdenza dei professionisti.
In concreto è possibile riscattare fino a 5 anni di università, a un costo parametrato alla retribuzione ma agevolato e che all’incirca in media si è attestato attorno a 5.200 euro per anno di studio. La domanda va fatta all’Inps e l’importo si può saldare in una unica soluzione o in massimo 120 rate mensili non inferiori a 30 euro.

I requisiti necessari per il riscatto di laurea sono i seguenti: aver conseguito il diploma di laurea o titoli equiparati; i periodi per i quali si chiede il riscatto non devono essere coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa o da riscatto non solo presso il fondo cui è diretta la domanda stessa ma anche negli altri regimi previdenziali. Occorre poi essere titolari di contribuzione (almeno un contributo obbligatorio) nell’ordinamento pensionistico in cui viene richiesto il riscatto, salvo quanto previsto nel caso di domanda presentata da soggetti inoccupati.
La domanda può essere presentata telematicamente all’Inps, accedendo con il proprio Pin (codice personale) al sito dell’Istituto. In alternativa attraverso un commercialista, un consulente del lavoro o via Caf (Centro di assistenza fiscale).
Sullo stesso sito dell’Inps è stato attivato anche un simulatore che può essere utile a farsi un’idea dell’eventuale importo dovuto. In ogni caso, per le richieste agevolate l’importo medio pagato è di 20.920 euro nel 2019 e 22.043 nel 2020. L’impatto sull’assegno pensionistico si attesta in genere tra gli 80 e i 100 euro mensili se si considera uno stipendio medio di circa 30 mila euro.

Si possono riscattare: i diplomi universitari (i cui corsi non siano stati di durata inferiore a due e superiore a tre anni), i diplomi di laurea i cui corsi non siano stati di durata inferiore a quattro e superiore a sei anni e i diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni. Sono poi riscattabili i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge, i titoli accademici introdotti dal decreto 3 novembre 1999, n. 509 ovvero Laurea (L), al termine di un corso di durata triennale e Laurea Specialistica (LS), al termine di un corso di durata biennale propedeutico alla laurea.
Per quanto riguarda i diplomi rilasciati dagli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale, possono essere riscattati ai fini pensionistici, secondo le vigenti disposizioni in materia, i nuovi corsi attivati a decorrere dall’anno accademico 2005-2006: diploma accademico di primo livello; diploma accademico di secondo livello; diploma di specializzazione e il diploma accademico di formazione alla ricerca, equiparato al dottorato di ricerca universitario (articolo 3, comma 6, decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005).
‘Recuperare’ la contribuzione degli anni di laurea è quasi sempre conveniente ma lo è di più per chi non ha retribuzioni particolarmente elevate e per chi ha iniziato a lavorare molto presto.
Diverso il quadro se si è iniziato a lavorare tardi. “Se hai iniziato a lavorare più tardi, per esempio a 28 anni, - è spiegato sul sito di Altroconsumo - riscattare quattro anni di laurea potrebbe non aiutarti ad anticipare la pensione. Pensaci bene: 28 anni più 42 e 10 mesi vanno a essere quasi 71 anni, 4 oltre l’attuale età della pensione. Li anticipi di 4 con 4 di riscatto, arrivi comunque 67 anni”.

Calcolatrici alla mano e via con la domanda.

 

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