Rivoluzione sulle mance: per la Cassazione devono essere tassate

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La sentenza degli Ermellini cambia tutto: si tratta di reddito da lavoro dipendente


ROMA. La Corte di Cassazione si è espressa su un caso molto particolare con una sentenza, la 26512/2021, che sarà destinata a fare storia. Si tratta del capo ricevimento di un hotel 5 stelle in Costa Smeralda che aveva fatto ricorso contro la decisione dell’Agenzia delle Entrate di sottoporre a tassazione anche le mance da lui ricevute nel corso di un anno di attività, ritendendolo reddito non dichiarato. Va detto che, nel caso specifico, non si tratta di piccole somme: i facoltosi avventori della struttura sono stati particolarmente generosi con la concierge, che ha infatti accumulato un piccolo patrimonio di 84mila euro solo in donazioni.

Gli Ermellini della Suprema Corte si sono però pronunciati a favore dell’agenzia: anche le mance, in quanto erogazioni liberali percepite dal lavoratore dipendente durante l’esercizio del suo lavoro, e in quanto reddito prodotto proprio da questa attività – anche se non erogate dal datore di lavoro stesso – sono e devono essere soggette a regime fiscale. Apparentemente, questo andrebbe in contrasto con la circolare 3/2018 della stessa Agenzia, che esclude le fattispecie indicate dall’articolo 783 del Codice civile – ovvero le donazioni di modico valore – dai regimi fiscali. Ma la Corte è partita da altre basi normative.

Il principio cui si è fatto riferimento per esprimere la sentenza è stato l’articolo 51 del Testo unico delle imposte sui redditi, che dopo la riforma Irpef del 2004 ha subito un’importante modifica. Si considerano, nella definizione di ‘reddito da lavoro dipendente’, tutte le somme e i valori collegate al rapporto di lavoro e percepiti a qualunque titolo dal lavoratore nel periodo di imposta, anche quando si tratta di donazioni o erogazioni libere.

Insomma, il reddito del lavoratore non è più semplicemente associato al salario, ma a tutto ciò che egli ‘guadagna’ durante il proprio lavoro in maniera direttamente collegata ad esso. Il che vuol dire anche le mance: un introito sul quale, secondo la Cassazione, il lavoratore piò fare un “affidamento quasi certo”.

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