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Covid a scuola, niente quarantena con un solo positivo in classe

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Pronte le misure. L’idea è quella di ridurre al minimo la didattica a distanza e anche le classi ‘spezzate’


ROMA. Ridurre al minimo la didattica a distanza e anche le classi ‘spezzate’. Per questo, un solo caso di alunno positivo non basterà a mandare in quarantena gli altri studenti della stessa classe, se saranno negativi al tampone.

Queste in sostanza le indicazioni sulla scuola del gruppo di lavoro dei ministeri alla Salute e all’Istruzione, dell’Istituto superiore di sanità e delle Regioni, anticipate da La Repubblica. La filosofia seguita è quella di ridurre al minimo la didattica a distanza e anche le classi ‘spezzate’, con una parte degli alunni a casa e l’altra in aula, tenendo comunque sotto controllo la situazione per intercettare eventuali cluster.

Le indicazioni devono ancora essere approvate definitivamente, poi verranno inserite in un documento a firma dei vari membri del gruppo. Non saranno però trasferite in una circolare del ministero, il che fa comprendere la loro reale natura: si tratta di suggerimenti che le Asl dovranno seguire, ma rispettando l’autonomia dei dipartimenti di prevenzione, cioè dei medici che valutano i singoli casi e determinano quali siano i contatti a rischio. Inoltre si è deciso di non modificare le regole sulla durata delle quarantene, cosa che avrebbe richiesto un atto ministeriale.

Sulle nuove regole c’è l’accordo di tutti i membri del gruppo di lavoro. Restano da risolvere solo alcune questioni legate alla privacy. La nuova fase epidemica e la vaccinazione sempre più estesa anche tra i più giovani permettono infatti di lasciare tutti in aula se c’è un solo caso. Altro elemento di sicurezza è il doppio tampone al quale, comunque, tutti i ragazzi sono sottoposti. E proprio sulla capacità delle aziende sanitarie di fare rapidamente i test si gioca la riuscita del nuovo sistema, che se verrà approvato come descritto sarà sostenibile soltanto se non bisognerà aspettare troppo a lungo i risultati.

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