Troppa censura sui social, i quadri famosi promossi sui siti per adulti

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Succede a Vienna dove la promozione delle opere d’arte ritenute troppo esplicite da Instagram, Tik Tok, Facebook viene ora affidata alla piattaforma Onlyfans, solo per abbonati, che abbraccia il porno.


Come può essere dura la vita di un’opera d’arte. Talmente dura che tante tele e atre opere, anche celebri, sono bannate dai social perché ritenute sconvenienti, scandalizzanti. Un tritatutto della censura del terzo millennio in cui ci sono anche grandissimi come Egon Schiele, Paul Rubens, Amedeo Modigliani. Paradossale, è vero, con tutto quello che si vede e si sente in giro.

Così il sito del turismo viennese ha deciso di aggirare il problema nel modo più logico ma anche sorprendente possibile, trasferendo la promozione dei propri musei su Onlyfans che è un sito molto popolare nell’intrattenimento per adulti, porno compreso, con sede a Londra, un sito cui si accede solo tramite abbonamento. Non una genialata, ma una necessità e forse anche una provocazione. 

"Non è una nostra sconfitta" ha dichiaerato Helena Harthauer, la responsabile dell’ente del turismo, ma denuncia l’ottusità e la mancanza di cultura dei censori. I primi che si iscriveranno al sito riceveranno una City Card, la tessera gratuita per visitare Vienna, e le sue collezioni.

Dunque una nuova vita comincia per tante opere delle grandi pinacoteche viennesi, opere sempre più spesso bandite perché raffiguranti nudi e altri contenuti ritenuti troppo espliciti da algoritmi e persone che lavorano per pochi centesimi a operazione, controllando quanto pubblicato sui vari Instagram, Tik Tok, Facebook e compagnia. Il mondo va così, non troppo bene per la verità, e l’arte si adegua.

 

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