Centrodestra, guerra aperta in Comune per puntare al Senato

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[caption id="attachment_12440" align="alignleft" width="250"]Michele Iorio Michele Iorio[/caption]

ISERNIA. Centrodestra spaccato in numerosi punti e su un doppio fronte. Il primo è quello delle elezioni comunali di Isernia del prossimo maggio. Il secondo, probabile ma non necessariamente imminente, è quello delle consultazioni politiche, in caso di ritorno alle urne. Ma andiamo con ordine. Per ciò che riguarda le Comunali, il centrodestra potrebbe presentarsi diviso in tre correnti, ognuna a sostegno di un nome diverso; addirittura quattro, se anche il ‘Patto generazionale’ dovesse esprimere un proprio candidato sindaco. Fatta eccezione per quest’ultima  frangia, ognuno dei tre aspiranti sindaci dovrebbe poter contare su un proprio referente tra i big della coalizione.

[caption id="attachment_8866" align="alignleft" width="200"]Filoteo Di Sandro Filoteo Di Sandro[/caption]

Gianni Fantozzi, infatti, ha già incassato il placet di Filoteo Di Sandro, quindi di Fratelli d’Italia. Michele Iorio, dal suo canto, potrebbe appoggiare la candidatura di Lucio De Bernardo, se questo dovesse convincersi a scendere in campo. Infine, c’è Raffaele Mauro che dovrebbe avere il sostegno di Ulisse Di Giacomo. Per tutti questi leader del centrodestra, due dei quali – Di Sandro e Di Giacomo - rimasti privi di incarichi politico-istituzionali, le Comunali rappresentano il banco di prova per accreditarsi ulteriormente nei propri partiti di riferimento in previsione di nuove elezioni politiche. Da non sottovalutare, inoltre, l’eventualità che l’ex presidente della Regione possa lasciare il Pdl dopo le aspre divergenze venutesi a creare con il coordinatore regionale del partito, Di Giacomo.

[caption id="attachment_9168" align="alignleft" width="200"]Il coordinatore regionale del Pdl, Ulisse Di Giacomo Il coordinatore regionale del Pdl, Ulisse Di Giacomo[/caption]

Ognuno dei tre big, dunque, starebbe preparando il terreno per un’eventuale corsa al Senato. In caso di ritorno al voto, costoro dovrebbero poter contare sull’aiuto di coloro che andrebbero a sostenere nella corsa a Palazzo San Francesco. In questo scenario, il dualismo Iorio-Di Giacomo raggiungerebbe i livelli massimi. Soltanto uno di loro, infatti, può essere candidato nel ruolo di senatore. Ma, con tutta probabilità, le rivalità interne al Pdl  non si limiteranno allo scontro tra l’ex presidente della Regione e l’ex senatore. Potrebbe scendere in campo un altro 'pezzo grosso' del partito: Aldo Patriciello.

[caption id="attachment_11475" align="alignleft" width="250"]L'europarlamentare Aldo Patriciello L'europarlamentare Aldo Patriciello[/caption]

L’europarlamentare, che nell’ultima tornata elettorale è rimasto in disparte dopo che il Pdl gli ha negato la possibilità di correre per Palazzo Madama, potrebbe, questa volta, pretendere di essere il candidato di punta del partito. Stando così le cose, gli equilibri verrebbero a modificarsi: il vero duello sarebbe tra Iorio e l’eurodeputato, con Di Giacomo nel ruolo di terzo incomodo. Ammesso che si torni a votare, lo scenario politico che si verrebbe a determinare sarebbe da resa dei conti. Chi dovesse riuscire a strappare il seggio al Senato si porterebbe a casa un’assicurazione sulla propria vita politica. Gli altri, i 'rottamati', dovrebbero riciclarsi in nuovi ruoli. Congetture a parte, Patriciello è sicuramente l'uomo forte del centrodestra, ma la mossa sferrata in occasione delle elezioni regionali, con la quale si è schierato a sostegno di Paolo Frattura presidente, lo ha collocato con un piede nel centrosinistra. Silvio Berlusconi, dunque, potrebbe tenere in adeguata considerazione questo fattore e non accordargli la fiducia auspicata. Dall’altra parte Di Giacomo, beffato dallo scippo di Palazzo Madama dallo stesso Cavaliere, parrebbe avere poche chance di ricandidatura. Fatte le dovute scremature, perciò, la figura più autorevole per ambire allo scranno da senatore sarebbe quella di Michele Iorio. Ad insidiarne l'elezione, potrebbe esserci tuttavia Di Sandro. Ma presentandosi nuovamente con un partito ‘giovane’ come Fratelli d’Italia, l’ex assessore regionale rischia di andare a ricoprire un ruolo di secondo piano, quale quello di ‘elemento di disturbo’ al candidato del Pdl. Come nell'ultima tornata elettorale, in cui Di Sandro ha ottenuto un risultato più che soddisfacente. Tuttavia, a fare la differenza potrebbe essere ancora una volta il nome Berlusconi, presente sul simbolo del Pdl. Per fare previsioni più precise, tuttavia, occorrerà monitorare, man mano, le iniziative che il centrodestra intraprenderà in occasione delle Comunali e capire se queste saranno utili  per riconquistare Palazzo San Francesco.

VD

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