Pdl, poker di nomi per decidere il sindaco: escluso Fantozzi, d'Apollonio medita l'addio

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[caption id="attachment_8101" align="alignleft" width="180"]Gianni Fantozzi Gianni Fantozzi[/caption]

ISERNIA. Potrebbe essere Raimondo Fabrizio. Oppure Stefano Testa. O magari Raffaele Teodoro. O, ancora Antonio Potena. Uno, nessuno, centomila. I nomi dei candidati sindaci del Pdl ormai si sprecano, ogni giorno che passa. ‘Merito’ del coordinatore regionale Ulisse Di Giacomo, che ha risollevato la questione di trovare una soluzione interna (e condivisa) proprio quando tutti o quasi sembravano d’accordo sul nome del generale Giacomo d’Apollonio. Così, nel direttivo provinciale dei berluscones in programma stasera alle 18, si andrà alla conta. In meno di quindici persone, dovranno votare uno tra i quattro nomi succitati, scegliendo chi sarà ufficialmente il candidato sindaco di Isernia targato Pdl. Insomma, un comitato ristretto dovrà decidere una figura da proporre (o imporre, ammesso che ve ne sia la forza) agli altri partiti, nella speranza che accettino. Aspettativa vana, vista la persistenza di innumerevoli veti incrociati tra le varie anime della coalizione. Ma tant’è. Indiscrezioni riferiscono che l’avvocato Fabrizio godrebbe del favore dei pronostici, spalleggiato indirettamente dall’ex senatore Di Giacomo e da altri maggiorenti del partito azzurro. Se nella cerchia ristretta dei quattro nomi la spunterà lui, la palla passerà al resto del centrodestra, ormai dilaniato dalle correnti. Ma facciamo un passo indietro. Il vertice di ieri sera, considerato decisivo per scegliere se fare squadra intorno alla novità politica del generale d’Apollonio, si è concluso con l’ennesimo nulla di fatto.

[caption id="attachment_14904" align="alignleft" width="250"]Giacomo d'Apollonio Giacomo d'Apollonio[/caption]

 Luigi Mazzuto, coordinatore provinciale del partito, avrebbe rappresentato l’esigenza di aspettare le indicazioni provenienti dal direttivo Pdl in programma 24 ore dopo nella sede di corso Garibaldi, quartier generale di Di Giacomo. Ma non tutto è andato liscio. Vani i tentativi di convincere Grande Sud, ormai unico sponsor di Gianni Fantozzi sindaco, a ritornare sui propri passi. Piero Sassi, delegato alle trattative, avrebbe lamentato come nel centrodestra si preferisca puntare su uomini dallo scarso peso politico, quando invece chi ha sempre fatto incetta di voti verrebbe inspiegabilmente messo da parte. Chiarissimo il riferimento al commissario dello Iacp pentro, definitivamente ripudiato dal Pdl nonostante sia risultato il primo eletto nel centrodestra alle Comunali 2012. A pesare, secondo i rumors, la scelta di appoggiare Filoteo Di Sandro al Senato alle scorse elezioni Politiche. Per questo, nel novero dei quattro nomi individuati per fare la scrematura, Fantozzi non risulta. Motivo per cui Sassi avrebbe messo alle corde l’intera coalizione: faremo un passo indietro, se voi ne fate uno in avanti. E qui il colpo a sorpresa: la richiesta ai cosiddetti big del centrodestra di candidarsi, in blocco, a consiglieri comunali a sostegno di d’Apollonio. Tutti, nessuno escluso. Una mossa a sorpresa che ha spiazzato i presenti e fatto infuriare, in particolare, Camillo Antenucci della Destra, che non avrebbe avuto alcuna intenzione di svelare i nomi della sua lista a Sassi. Ecco allora che l’esponente di Grande Sud ha abbandonato la riunione sbattendo la porta, in aperta polemica con i colleghi di partito. L’equilibrio di coalizione, pertanto, è appeso a un filo. Ancor più sottile, considerata l’autoesclusione dell’ex presidente della Regione, Michele Iorio, dalle trattative in corso per evitare condizionamenti che potessero minare l’auspicata unità,  tutt’altro che ritrovata. Ora, il Pdl dovrà scegliere tra Fabrizio, Testa, Potena e Teodoro. Per poi mostrare le sue carte alle truppe alleate. Impossibile mettere tutti d’accordo con questi nomi. Indiscrezioni riferiscono che verrebbe rispolverato quello di Raffaele Mauro. Per il quale, nulla di più facile, Iorio potrebbe ripensarci e mettersi di traverso. Di qui, l’ultima chance sarebbe ancora quella di d’Apollonio. Ma il generale, a quanto pare, aspetterà ancora poco. Pochissimo. Il rischio per il centrodestra è grosso: sparire totalmente dalla scena politica. Ma con lo volontà di rinnovamento finora palesata, forse, sarebbe il male minore.

Pba

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