Vertenza Ittierre, slitta di 24 ore il tavolo interministeriale. Pressing di Leva sul Mise

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Petraroia lancia l'ultimo appello all'azienda affinché partecipi al confronto, mentre l'onorevole -il  primo ad attivarsi a livello parlamentare - ha presentato un'interrogazione per il riconoscimento dell'area di crisi


 

ISERNIA–ROMA. Sembrava un appuntamento certo. Pullman pronti, orario concordato. E invece no. Slitta la trasferta capitolina dei dipendenti della Ittierre e dei sindaci dell'hinterland pentro, perché è slittata di 24 ore la riunione interministeriale, indetta presso il Mise, atta ad affrontare il tema della vertenza del polo tessile di Pettoranello del Molise. Un tavolo tecnico in cui le istituzioni, ai vari livelli, insieme ai vertici aziendali dovrebbero ricercare un percorso condiviso per il sostegno al reddito della totalità delle maestranze Ittierre, quindi l'eventuale concessione della cassa integrazione straordinaria con relativi tempi e modalità. Ma il condizionale è d'obbligo, in quanto se Regione e Comuni ci saranno, a mancare sarà l'azienda. Ed ecco che sul punto si registra l'intervento dell'assessore regionale al Lavoro, Michele Petraroia, per il quale l'assenza della società all'incontro ministeriale renderebbe più complicata l'individuazione di soluzioni. Dunque, il monito. "I vertici aziendali dell'Ittierre – afferma in una nota - hanno il dovere di partecipare al confronto ministeriale posticipato al 30 gennaio, in ottemperanza degli accordi sottoscritti presso la prefettura di Isernia il 13 gennaio scorso. Ciò che non serve è un inutile inasprimento della vertenza causato da un'assenza immotivata. Compito del tavolo ministeriale – prosegue il vicepresidente della giunta - sarà anche quello di verificare la tutela da attivare con gli ammortizzatori sociali e, nell'eventualità il concordato proceda nel suo iter, è opportuno valutare tempi e modi per il ricorso alla cassa integrazione. In tal caso l'assenza dell'Ittierre non aiuterebbe le parti ad individuare un percorso possibile rinviando sine die una risposta in termini di copertura del reddito ai lavoratori". Intanto, la notizia dello slittamento di un giorno del summit al Mise ha messo in subbuglio i lavoratori, preoccupati per il loro immediato futuro occupazionale. Diversi gli sfoghi lasciati sulla pagina Facebook "L'Ittierre siamo noi". C'è chi – con amarezza – riconduce lo spostamento della riunione a questioni di priorità. "Domani al ministero verrà discussa la vertenza Electrolux – scrive un dipendente – A loro la precedenza, per questione di numeri". Ebbene, l'azienda svedese con quattro sedi in Nord Italia ha circa 2.200 dipendenti. Ma c'è qualcun altro che maliziosamente osserva come "tale rinvio fa scadere definitamente il termine ultimo per l'escussione delle azioni da parte di FinMolise su Ittierre". Riflessioni che segnano la drammaticità del caso. Poi c'è il fronte area di crisi. Perché la trasferta degli amministratori locali a Roma è finalizzata anche all'ottenimento del riconoscimento dello stato di crisi per il distretto produttivo di Bojano–Isernia– Venafro. Argomento sul quale numerosi Consigli comunali hanno deliberato. Sul punto l'onorevole del Pd, Danilo Leva, ha annunciato di aver presentato apposita interrogazione proprio al ministero per lo Sviluppo Economico. "Si tratta del primo atto parlamentare – ha dichiarato il deputato molisano - a cui deve seguire adesso un percorso di condivisione tra il governo nazionale e il governo regionale. Il quadro normativo è quello che fa riferimento al Decreto legge del 22 giugno 2012 n. 83 attuato dal Decreto ministeriale del 31 Gennaio 2013, ed è in questa cornice che ciascuno dovrà fare la sua parte. La crisi economica nei comparti industriali dell'area di Bojano–Isernia–Venafro, con particolare riferimento alle vertenze riguardanti la Gam e l'Ittierre S.p.a e le incertezze relative all'indotto del metalmeccanico non è da considerarsi risolvibile con risorse e strumenti di sola competenza regionale. Risulta, quindi, quanto mai opportuno attivarsi – ha concluso - affinché venga riconosciuta la situazione di crisi industriale complessa, al fine di utilizzare maggiori risorse per la promozione di nuovi investimenti, per il sostegno alla ricerca industriale, per la riqualificazione del personale e per la realizzazione delle opere infrastrutturali".