Stefano Testa oltre destra e sinistra: demolire il sistema per ripartire

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ISERNIA. "E' tragico constatare la situazione in cui versa il nostro Molise: un totale asservimento del popolo al potere con la conseguenza che la libertà, dove non c'è lavoro, rappresenta una pura espressione linguistica. Un adagio ricorrente tra la gente molisana così recita: "Non si muove foglia che ......... non voglia".
Incredibile ma vero! I cittadini molisani avevano assunto a criterio logico la possibilità che la politica locale potesse decidere della vita delle singole persone. E' chiaro che questa forma di sudditanza morale e culturale è frutto di una strategica attività posta in essere da coloro che hanno fatto del tutto per non far crescere la nostra regione, per evitare che la gente si emancipasse, che potesse ragionare autonomamente. Per mascherare questo assunto facevano finta di discutere se conveniva l'industrializzazione o lo sviluppo agricolo: e il popolo ammirato da tanta intelligenza aspettava il "miracolo economico", che non è mai arrivato.
A pensarci bene c'è voluta una straordinaria capacità per non far crescere una regione così significativa per l'ambiente, per la qualità della vita, per le peculiarità storiche ed artistiche che esprime, per la scarsa densità di popolazione. Basterebbe considerare i miliardi dilapidati in opere inutili, dilapidati per una gestione del potere che ha mai espresso nessuna ipotesi di programmazione, tanto che somme importanti venivano ripartite in una miriade di rivoli volti a carpire la buona fede dei nostri sindaci, che si sentivano gratificati da finanziamenti di poche migliaia di lire prima e da pochi euro adesso.
Un vero scandalo che andava combattuto con ogni mezzo e che ha consentito la sopravvivenza di una classe dirigente che, anche grazie al consociativismo, ha determinato la mancata crescita socioeconomica di questa nostra straordinaria realtà territoriale. Ancora oggi, oltre a pagarne le conseguenze, subiamo la presenza di personaggi che hanno portato il nostro amato Molise all'attenzione della cronaca nazionale per questioni innominabili di cui ci vergogniamo e che rappresentano ulteriori colpi mortali alla nostra credibilità e, quindi, alla nostra speranza di riscatto.
Ma fino a quando dobbiamo subire tutto questo? E' tempo di reagire, non è possibile continuare a parlare di sinistra e di destra, di raggruppamenti politici che mirano solo ad acquisire quel potere gestionale che si concretizza con 'gli appalti' e gli incarichi ai soliti noti. Basta! Non se ne può più. Vi sono energie e professionalità che potrebbero dare contributi significativi allo sviluppo del nostro amato Molise portando avanti, innanzitutto, la moralizzazione e l'efficientamento della macchina burocratica, così distante da quei criteri di produttività che sono alla base di ogni attività umana. E' chiaro che tutto questo si può realizzare solo con l'applicazione sistematica di quei criteri di meritocrazia che vogliono l'uomo (o la donna) giusto al posto giusto. Con questi auspici spero che tutti coloro che non voglio sottostare allo stato de quo si riuniscano per combattere insieme questo sistema e lasciare alle future generazioni un Molise degno di essere vissuto".

Stefano Testa – ex consigliere comunale

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