Mauro Pirazzoli lascia l’incarico di direttore generale dell’Asrem

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La decisione, comunicata oggi, dovuta a un problema familiare. Affiancherà la Regione fino alla nomina del suo successore. Nella conferenza stampa tenuta col governatore Frattura ha fatto il punto sull'attività svolta in Molise. Immancabile il riferimento alla trattativa sul tema dei piani operativi in corso coi parlamentari Ruta e Leva


 di Carmen Sepede

CAMPOBASSO. Mauro Pirazzoli lascia l'incarico di direttore generale dell'Asrem del Molise. Una scelta dettata "da un problema familiare che si sta aggravando", ha spiegato Pirazzoli nella conferenza stampa tenuta insieme al governatore del Molise Paolo di Laura Frattura. "Lascio con estremo dispiacere – ha precisato – concludendo anticipatamente un'esperienza importante dal punto di vista professionale e umano. Ma non ho la serenità di svolgere un ruolo che richiede un impegno importante e impegnativo. Ringrazio il presidente Frattura per la fiducia che mi ha mostrato, posso dire che alcuni risultati che ci eravamo prefissati sono stati raggiunti, abbiamo invertito una tendenza, ma resta ancora tanto da lavorare".

Pirazzoli, che nel suo curriculum ha la guida del policlinico di Tor Vergata di Roma, affiancherà comunque la Regione fino alla nomina del nuovo direttore generale che, ha chiarito Frattura, sarà scelto attingendo all'albo del Molise e delle altre regioni italiane. "Sono io a ringraziare Pirazzoli – ha dichiarato Frattura – in questo periodo abbiamo assistito a una radicale inversione di tendenza in termini di riduzione della spesa sanitaria e di taglio degli sprechi. L'Asrem non è un'azienda come le altre e in questo periodo deve fare i conti con un problema non da poco, il blocco del turn-over che ha portato qualche disagio e disservizio. Rimasto comunque nei limiti, perché la situazione sarebbe potuta degenerare".

Che la situazione negli ospedali del Molise sia tutt'altro che rosea lo dicono i numeri: negli ultimi anni la sanità del Molise ha perso 400 posti di lavoro, di cui 100 medici. Carenze che diventano problemi seri quando toccano i reparti di emergenza, a partire dai pronto soccorso, che spesso funzionano con uno o due medici a turno. Non riuscendo sempre a garantire un servizio che in molti casi è 'salvavita'. E i tanti fatti di cronaca che si sono susseguiti nell'ultimo periodo lo dimostrano. A breve, ha anticipato però Frattura, il problema del personale dovrebbe almeno parzialmente essere risolto, con le nuove assunzioni in sanità, 50% di stabilizzazioni, 50% di posti a concorso. Entro il 29 febbraio le prime indicazioni, con l'approvazione del 'piano esigenziale'. In pratica la carta del fabbisogno del personale, divisa per ospedale e per reparto.

Pirazzoli infine ha auspicato una rapida approvazione dei piani operativi: "Solo con la riorganizzazione ospedaliera sarà possibile ricondurre in condizioni di normalità i reparti che oggi operano con estrema difficoltà - ha detto -. L'età media del personale ospedaliero è superiore ai 55 anni di età, serve gente nuova e giovane che sia anche in grado di lavorare tante ore, in condizioni non facili".

Immancabile il riferimento allo sblocco del mutuo per il pagamento dei debiti pregressi, 170 milioni di euro, una quota importante dei 400 milioni di deficit accumulato nel corso degli anni. "L'Asrem potrà così saldare le fatture di tanti piccoli e medi imprenditori del Molise – ha evidenziato il direttore generale – dando anche una boccata d'ossigeno all'economia della regione, oltre a risparmiare 6-7 milioni di euro l'anno di spese legali".

Un riferimento, poi, al confronto avviato sui piani operativi con i parlamentari Ruta e Leva, alle due idee sulla ristrutturazione del sistema sanitario regionale. Quello di Ruta e Leva finalizzato a ridimensionare il ruolo del privato convenzionato. "Stiamo approfondendo la questione per verificare la compatibilità di due proposte diverse tra loro – ha chiarito Frattura – la nostra basata sul budget, quella di Ruta e Leva sui posti letto. Ma se guardiamo bene i numeri l'incidenza del privato è inferiore al 20% della spesa complessiva per la sanità, 107 milioni di euro su un totale di 570 milioni di euro l'anno. Una spesa che si riduce ulteriormente considerando che 57 milioni è la spesa per pazienti non molisani, pagata dunque da altre regioni, che fa mobilità attiva".

Quanto ai posti letto nelle principali strutture private del Molise, il presidente ha fornito un'altra valutazione. Dei 150 posti letto della Neuromed, 120 sono stati utilizzati per fornire prestazioni a pazienti di fuori regione e 30 a molisani, alla Fondazione Giovanni Paolo II la percentuale si inverte, 60 posti letto utilizzati per i molisani e 40 per pazienti provenienti da altre regioni. "Dobbiamo comunque chiudere la riorganizzazione del sistema sanitario – ha concluso Frattura – Se non arriveremo a una condivisione delle nostre proposte ci sarà una contrapposizione superata dalla necessità di procedere alla ristrutturazione del sistema sanitario. Bisogna avere il coraggio e la responsabilità delle scelte, che spettano a chi sta a capo alla struttura commissariale – ha concluso Frattura – altrimenti significherebbe consegnare il ruolo di commissario a chi non avrebbe la stessa sensibilità per le esigenze del Molise. Anche se per me, forse, sarebbe una salvezza politica".

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