Scuole sicure, l’urlo di Isernia: “No a un’altra San Giuliano”

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Successo oltre le aspettative per la manifestazione del comitato che ha unito, in piazza, genitori, insegnanti e studenti. Il presidente Coia: pronto a evacuare gli edifici a rischio alla fine delle verifiche. Domani alle 12.30 il punto con i tecnici della Provincia (GUARDA IL VIDEO E SFOGLIA LA FOTOGALLERY)


ISERNIA.  “La scuola non sicura è la nostra sepoltura” Poi, di converso, “La scuola è vita”. Due facce della stessa medaglia: la paura e la speranza, che uniscono la città di Isernia in una manifestazione – apartitica – per rivendicare il diritto a scuole sicure. Senza se e senza ma. Mille persone secondo la questura, almeno 2mila per gli organizzatori: un successo oltre le aspettative per corteo voluto dal neonato comitato ‘Scuole sicure per Isernia’, che ha fatto registrare adesioni da ogni dove (in basso, le altre foto della protesta).

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LA CRONACA. Si parte poco dopo le 9 dall’istituto tecnico ‘Fermi’, assurto a simbolo delle scuole superiori a rischio. In piazza, nelle vie del capoluogo pentro, sfilano anche alcuni genitori delle vittime di San Giuliano di Puglia, che hanno perso i figli sotto le macerie della ‘Jovine’ quel maledetto 31 ottobre di 14 anni fa. Ci sono generazioni unite dallo stesso vincolo, genitori e figli, studenti delle superiori, delle medie, persino delle elementari; poi gli insegnanti, tutti insieme, ‘in sciopero’ per dire basta all’incertezza. C’è il comitato ‘No Lotto Zero’, che dice ‘no alla grandi opere’, sì alla sicurezza del territorio.

DApollonio scuoleC’è il sindaco di Isernia, Giacomo d’Apollonio (foto Pino Manocchio), che rivendica una serie di azioni fatte in tema di sicurezza scolastica (leggi qui l’articolo) e sfila con la cittadinanza a dimostrazione che la battaglia per la sicurezza degli studenti non può avere steccati. E alla fine, c’è anche il presidente della Provincia Lorenzo Coia, che nonostante le tante critiche ricevute, ci mette comunque la faccia e spiega la sua versione dei fatti. 

MAI PIÙ SAN GIULIANO. “La classe politica molisana ha imparato poco dalla tragedia di San Giuliano”. Non usa giri di parole Antonio Morelli, presidente dell’associazione ‘Vittime della scuola di San Giuliano Di Puglia’. Segnato anche lui personalmente dal lutto più insopportabile, quello di una figlia persa nel sisma del 2002, Morelli giudica “assurdo e vergognoso” che proprio in Molise ci siano ancora edifici scolastici a rischio. “Bisogna mantenere le promesse – ha continuato -  i genitori sono preoccupati ma da 14 anni poco o nulla è cambiato. Anche Isernia ha le sue scuole a rischio. Se crollasse qualcuna di esse di chi sarebbe la co lpa? Del terremoto o della mancata prevenzione?”. Una domanda cui tutti si augurano Isernia non sia mai chiamata a rispondere.

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LE MAMME. “La città è dalla nostra parte – commenta Antonella Mandrone, una delle mamme che hanno animato il comitato e organizzato il corteo - Ci sono tantissimi studenti e vedo anche tanti genitori. E questo ci lascia ben sperare. La manifestazione di oggi per noi non vuole essere un punto di arrivo, ma di partenza. E’ il ‘tassello’ che vogliamo mettere per tenere alta l’attenzione. E vorremmo che ciò non finisse. Da domani torneremo ‘all’attacco’. Prendiamo atto della presenza del sindaco, qualcosa si sta muovendo. Purtroppo è dalla Provincia non abbiamo le risposte che vogliamo, né certezze. E purtroppo abbiamo degli istituti scolastici che sono molto pericolosi”.

scuole 7GLI STUDENTI. “Siamo in piazza oggi – spiega Francesca Cinone, rappresentante degli studenti dell’Istituto  secondario di istruzione superiore ‘Majorana- Fascitelli’ - perché non possiamo aspettare che ci sia un terremoto e che ci crollino i tetti addosso e poi manifestare. Noi dobbiamo prevenire tutto questo. Perché purtroppo le nostre scuole – ed è un dato oggettivo – non sono sicure. Questo corteo è stato organizzato per avere risposte. Qui in piazza Stazione aspetteremo il presidente Coia, che arriverà per una delucidazione in merito alla situazione scolastica, dal punto di vista della sicurezza. Noi ci auguriamo che prenda provvedimenti immediati per gli istituti che sono più a rischio. E ce ne sono tanti qui a Isernia”.

scuole 12COIA PRONTO A CHIUDERE LE SCUOLE INSICURE. Il diretto interessato alla fine arriva. E mette subito in chiaro: “Non esiste una parte e una controparte: siamo tutti impegnati a risolvere il problema della sicurezza delle scuole – queste le parole di Lorenzo Coia - Ieri ho partecipato a Roma a una manifestazione con il presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi. Eravamo trecento sindaci. Alla fine della riunione ci ha detto di fare i progetti per mettere in sicurezza le scuole, i piani di adeguamento. Perché i soldi ci sono, ci penserà lui a ‘litigare’ con l’Europa per farseli togliere dal Patto di stabilità. Noi stiamo mettendo in sicurezza due istituti su sei: il ‘Fascitelli’ e il ‘Cuoco’”. Poi passa ai dati sugli istituti di sua competenza, per i quali ancora non ha fornito la documentazione richiesta al comitato. “Stando ai dati del 2009 le scuole erano tutte in sicurezza. Oggi abbiamo fatto altre verifiche e altre le stiamo ancora facendo. Poi riguardo il certificato di collaudo, di resistenza sismica e di vulnerabilità, ci sono dei tecnici che stanno lavorando per vedere cosa fare. In questi giorni stiamo rifacendo la progettazione del piano di sicurezza per quel che riguarda l’istituto  ‘Fermi’, stiamo valutando un piano di sicurezza per le scuole di Agnone, stiamo verificando anche il liceo scientifico e l’Itis perché, nonostante il fatto che siano stati realizzati dopo il 1984, vogliamo comunque verificare l’indice di vulnerabilità sismica. Abbiamo evacuato due istituti su sei. Ma le scuole sicure non si comprano al supermercato. L’ho detto più volte – questa la promessa - Nel momento in cui avrò la verifica da cui risulti che un istituto ha un minimo di pericolosità disporrò i doppi turni nelle scuole che sono sicure. Mi dispiace, ma non sono in grado (né io, né il Padreterno) di costruire una scuola sicura nel giro di un mese”.

Domani alle 12.30, intanto, il presidente ha indetto un incontro con i tecnici e il comitato per fare il punto della situazione. La battaglia, vista la risposta della piazza, è solo all’inizio.

Pasquale Bartolomeo

 

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