Mario Pietracupa candidato governatore del centrodestra: “Mai dire mai”

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Il presidente della Fondazione Neuromed ribadisce che il suo nome è stato avanzato da Forza Italia, da qui l’uscita pubblica dell’europarlamentare Aldo Patriciello. Da un commento sui rumors relativi alla possibile indicazione del giudice Aldo Di Giacomo, alla collocazione politica di Rialzati Molise, fino al suo giudizio sulla contrapposizione tra sanità pubblica e sanità privata, in un’intervista a tutto campo


CAMPOBASSO. Mario Pietracupa candidato governatore del Molise per il centrodestra. “Mai dire mai, anche se non ci ho mai pensato e se al momento il mio impegno è un altro”. Non conferma, ma neppure smentisce, il presidente della Fondazione Neuromed. Un nome, il suo, fatto dall’europarlamentare Aldo Patriciello, di recente entrato a far parte del coordinamento regionale di Forza Italia. Vicino, secondo voci insistenti, all’abbandono a Paolo di Laura Frattura, con il movimento ‘Rialzati Molise’, del quale cinque anni fa Pietracupa era stato uno dei promotori. Movimento oggi rappresentato a Palazzo D’Aimmo da Vinenzo Cotugno, per il quale la collocazione del partito sarà definita solo dopo le feste.

“In realtà - la precisazione di Pietracupa - Patriciello è stato l’ultimo a fare il mio nome, che già da tempo stava circolando. La notizia è circolata in maniera un po’ distorta. L’europarlamentare ha detto che Forza Italia aveva pensato a designare me, per quanto io non sia iscritto a Fi e ad alcun partito. Una designazione che non è stata ufficializzata, in quanto la coordinatrice azzurra Annaelsa Tartaglione, con grande senso di responsabilità, ha comunicato che si è preferito seguire un altro criterio, che è quello del coinvolgimento, della partecipazione e del confronto. Metodo che tra l’altro io condivido pienamente”.

Su questo metodo si sta cercando di individuare una figura che aggreghi il centrodestra, e circola con insistenza il nome del presidente del Tribunale di Isernia Enzo Di Giacomo. Pensa che sia un nome che possa fare da collante?
"Mi auguro che ci sia qualcuno che possa fare da collante per questa regione. Non voglio esprimere giudizi su nessuno, anche se su Enzo di Giacomo non si può che esprimere un’opinione positiva. E’ una persona che ha una storia abbastanza importante, di grande serietà e professionalità. Ben vengano soggetti di questo livello che si mettono a disposizione della nostra regione, che credo abbia necessità di dare una svolta dal punto di vista del dinamismo. Io ritengo che siamo davvero a rischio di soppressione, se non ci inventiamo qualcosa di particolare”.

E se nel perimetro delle alleanze individuassero lei come la figura in grado di fare da collante, deciderebbe di scendere in campo?
“In realtà non ci ho mai pensato, sono impegnato nella mia attività. Mi diverto a fare le cose che realizzo, nel mondo della ricerca e stando a contatto con i giovani, oltre che con le aziende. Sono cinque anni che sono fuori da questo contesto. Ma mai dire mai”.

Cinque anni fa lei, insieme ad altri, dava vita a Rialzati Molise. Come giudica questa esperienza alla luce di cinque anni del Governo Frattura?
“Non posso esprimere giudizi, non sarebbe neanche corretto farlo. Rialzati Molise è nata come lista civica, in un momento molto particolare, in cui non si condividevano alcune scelte, alcuni passi in avanti e autocandidature. Ed è confluita con Frattura e con il centrosinistra ma in una logica diversa, di visione di società civile che si metteva a disposizione della regione. Ma poi mi sono occupato di altro”.

E del forte conflitto tra sanità pubblica e privata che si è creato cosa ne pensa? Un tema che divide gli schieramenti e fa discutere l’opinione pubblica.
“Penso che sia un tema sollevato da persone che hanno poco da fare la mattina, per creare problemi o per cercare di farsi pubblicità, fuorviando la povera gente, che ha bisogno di cure. Io il problema me lo porrei ed è giusto che si faccia, quando si parla di cure di eccellenza, di qualità. Si badi bene, io sono un sostenitore della sanità pubblica, perché senza un riferimento della sanità pubblica si svuota tutto il sistema. Ma è necessario creare integrazione, con il privato di qualità, che deve essere a supporto del pubblico. Il problema è sempre lo stesso, Neuromed in primo luogo e Cattolica in secondo luogo, perché sul Neuromed c’è maggiore interesse politico e fa più effetto, se si tratta di ottenere voti, visto che la corsa alla Regione è diventata come un concorso per trovare un posto di lavoro. A mio avviso si sta mistificando la realtà parlando di mobilità attiva. Ci sono regioni come il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna, che devono loro ricchezza a questa capacità di attrazione. Smettiamola con le ‘fake news’, smettiamola di dire bugie alla gente. Il Molise ha bisogno di una svolta dal punto di vista culturale, comportamentale e delle scelte. Se vogliamo sopravvivere inventiamoci qualcosa di nuovo, anche l’eccellenza della sanità, ma tutti insieme”.

Pba

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