Pietracupa: non ho chiesto poltrone, ma tutti mi vogliono

Pietracupa: non ho chiesto poltrone, ma tutti mi vogliono

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L’ex presidente del Consiglio regionale interviene sulla presunta candidatura a rischio per la Camera dei deputati a causa del presunto nuovo accordo del cognato Patriciello con Frattura: “So muovermi da solo”. E svela di aver ricevuto proposte da più parti, senza aver chiesto  


di Pasquale Bartolomeo

ISERNIA. Non esclude l’impegno politico, ma senza chiedere piaceri a nessuno. Sarà in campo solo se lo vorrà lui, non altri, chiunque essi siano. E solo se sarà convinto dalla bontà dei compagni di viaggio. “No ai millantatori”, dunque, perché per lui “è fondamentale il gioco di squadra”.

Lascia le porte aperte, Mario Pietracupa. Il presidente della Fondazione Neuromed, tirato spesso in ballo come candidato – governatore del Molise prima, deputato in queste ultime settimane, nelle file di Forza Italia, con la forte spinta del cognato europarlamentare Aldo Patriciello – precisa le ultime indiscrezioni circolate sul suo conto in merito a una possibile “candidatura in bilico” nelle file azzurre in caso di nuovo accordo tra Patriciello e Frattura in Molise (leggi qui l’articolo). Facendo intendere di non aver rivendicato nulla, ma di essere stato corteggiato da più parti per tornare nell’agone politico.

“Mi viene sinceramente da sorridere – dichiara Pietracupa - perché ho sempre detto che non partecipo per scelta alla vita politica regionale, anche perché appagato da quello che faccio, che fortunatamente ancora mi gratifica e mi diverte. In modo particolare, sento dire che il mio nome sarebbe fortemente sponsorizzato da Aldo Patriciello, come se fossi un bambino della quinta elementare che ha la necessità di essere accompagnato a scuola dai propri genitori dopo aver fatto qualche marachella. Credo invece di avere dignità e personalità per muovermi da solo e, senza presunzione, di averlo dimostrato nella vita e nel lavoro. Vorrei perciò chiarire che non partecipo a incontri carbonari, non mi siedo ai tavoli romani né frequento salotti ovattati, ma soprattutto non sono dietro la porta di nessuno a chiedere una fantomatica candidatura”.

Pietracupa, dunque, rivendica libertà di pensiero e azione. E, più nello specifico, non lesina un giudizio poco lusinghiero sulla situazione politica generale: “Indubbiamente – queste le sue parole - ho una visione della politica molto diversa da quella che, ahimè, vedo e sento in questa regione. Non sono tra quelli che però dileggiano la politica e la ritengono il peggiore dei mali, anzi penso che debba ancora svolgere un ruolo di pubblica utilità. Tutto dipende dai protagonisti: credo che sia ancora utile cimentarsi in qualche maniera e anche importante assumere un impegno politico, ma sempre nell’assoluta correttezza e utilizzando il più importante sistema che la nostra democrazia ci ha insegnato, ovvero il confronto con i cittadini elettori. Sono loro che decidono e si assumono la responsabilità di eventuali errori, qualora chi li rappresenterà non sarà in grado di portare a termine programmi e aspettative nell’interesse generale. Potrei anche non sottrarmi, dunque, a un’eventuale impegno – ancora Pietracupa - ma naturalmente solo se i compagni di viaggio saranno gente per bene e non millantatori. Auguro a questa regione e a questo Paese di avere degni rappresentanti e soprattutto di saperli scegliere”.

Alla domanda diretta se sia interessato o meno alla Camera dei deputati, l’ex presidente del Consiglio regionale non si risparmia: “Più che essere interessato io – conclude - è da tempo che mi viene richiesto, da più parti, di assumere l’impegno politico. Non chiudo le porte, ma preciso che per me è sempre stato fondamentale il gioco di squadra, l’unica cosa che conta veramente: è finito il tempo dell’uomo solo al comando”.

 

 

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