Regionali, la rivolta dei ‘cespugli’: subito la scelta del candidato governatore

Regionali, la rivolta dei ‘cespugli’: subito la scelta del candidato governatore

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Continuano le frizioni nell’area di centrodestra, per il rinvio sulla scelta della leadership. Questa sera summit dei centristi, pronti a far scattare il ‘time out’ se non sarà convocato il tavolo della coalizione. Col nome del giudice Enzo Di Giacomo che per loro resta sempre in pole position


CAMPOBASSO. Tutti uniti, subito, per ufficializzare il nome del candidato governatore del centrodestra. O ‘sciolti si balla’. I ‘cespugli’ del centrodestra pronti a far scattare il ‘time out’.

Un’accelerazione sul metodo, prima ancora che sul merito, quella sulla quale spingono moderati e civici. Che si sono dati appuntamento per questa sera, martedì 13 febbraio, dopo il rinvio ad oggi del summit che doveva svolgersi ieri, nella sede elettorale di Vincenzo Niro. Un’ultima chiamata per evitare le azioni eclatanti più volte annunciate.

Perché se i centristi continuano a sostenere l’indicazione del presidente del Tribunale di Isernia Enzo Di Giacomo, difendendolo anche dagli attacchi delle ultime ore (il deputato uscente e candidato di Liberi Uguali Danilo Leva lo ha invitato a dimettersi dal suo incarico, per evitare una commistione di ruoli a suo avviso inaccettabile), il problema del nome appare per loro secondario, rispetto all’ipotesi di un rinvio della scelta. E del confronto sul programma di governo.

A dopo le politiche del 4 marzo, come chiesto apertamente da Michele Iorio. O meno apertamente condiviso dagli esponenti dei partiti maggiori. Per una questione di impegni elettorali reali o per strategia. Aspettare l’esito del voto, per poi schierare la squadra per le Regionali. E aspettare per convocare il tavolo.

Sta di fatto che a colpire i ‘cespugli’ è stata anche l’imprevista accelerazione arrivata dal fronte opposto. Dall’Ulivo 2.0, che ha convocato per domenica 25 febbraio, una settimana esatta prima delle Politiche, la famosa ‘assemblea dei mille’ che indicherà il candidato governatore. Dando il ‘la’ al competitor diretto, il presidente uscente Paolo di Laura Frattura. Prima che al centrodestra. Che intanto aspetta.

E così l’area di malcontento cresce. Come le sedie vuote nelle convention ufficiali e alle presentazioni delle liste. Con i sovranisti di Angela Fusco e Giovancarmine Mancini che si sono uniti ai Popolari per l’Europa di Vincenzo Niro, ai leader di Idea Maurizio Tiberio e Rosario De Matteis, a Creare Futuro di Antonio Tedeschi, all’Udc di Teresio Di Pietro, passando per i movimenti civici che per primi avevano lanciato il nome di Di Giacomo e per fronde di Forza Italia. In attesa di chiarire la posizione di Vincenzo Cotugno, dopo l’uscita pubblica di Mario Pietracupa, che era riuscito a chiamare a raccolta tutto lo schieramento. ‘Cespugli’ inclusi. Che ora chiedono l’accelerazione. Tutti insieme subito o liberi tutti.

C.S.

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