Anche le civiche su Di Giacomo: “Ci ripensi e si candidi”

Anche le civiche su Di Giacomo: “Ci ripensi e si candidi”

Valutazione attuale: 3 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella inattivaStella inattiva
 

Nuovo appello al presidente del tribunale di Isernia da parte di Creare Futuro di Antonio Tedeschi, Coscienza Civica di Massimo Romano, Partecipazione Democratica di Simone Coscia e Peppino Astore e Libera Termoli. Molise Nostro di Clemente Fedele, invece, si defila e boccia il metodo finora seguito dai partiti


ISERNIA. Tornano a chiedere a gran voce l’impegno politico di Enzo Giacomo. Quattro liste civiche, che già nell’ottobre scorso avevano rivolto un primo appello al presidente del tribunale di Isernia perché si candidasse a governatore, si appellano di nuovo al magistrato perché scenda in politica.

Dopo che 13 tra liste di partito e movimenti politici avevano firmato, giovedì sera, un documento congiunto invocando la candidatura del giudice, ora ci sono, a conti fatti, anche 4 liste civiche: Creare Futuro di Antonio Tedeschi, Coscienza Civica di Massimo Romano, Partecipazione Democratica di Simone Coscia e Peppino Astore e Libera Termoli. In una nota, le civiche prendono atto “dell’ampia condivisione che è stata manifestata dalle forze politiche verso la candidatura del presidente Vincenzo Di Giacomo, indicato mesi fa dai movimenti civici come candidato ideale e in seguito considerato dalla società civile molisana idoneo a rappresentare la Regione Molise. Nell’esprimere il massimo riguardo per la sua dichiarazione di rinuncia alla candidatura, gli rivolgiamo rispettosamente l’invito a riconsiderare quella decisione, prendendo atto dell’ampia convergenza di forze politiche e sociali che hanno inteso designarlo al vertice della Regione”.

Una candidatura, quella del presidente Di Giacomo, “che garantisca competenza, legalità, credibilità al servizio del Molise e soprattutto indipendenza e schiena dritta rispetto ai poteri politici ed economici che troppo spesso condizionano le decisione pubbliche a danno dell’interesse generale”, continuano le liste civiche”. A loro modo di vedere, il magistrato sarebbe “referente non già di una parte politica né di un solo schieramento partitico, bensì espressione della società civile molisana, sostenuto da una estesa rappresentanza civica, sociale e politica che ha creduto nella sua persona e che riconosce nel suo alto profilo istituzionale la migliore candidatura per la presidenza della Regione”.

A onor del vero, tuttavia, rispetto a qualche mese fa le civiche si sono assottigliate. Una quinta lista, Molise Nostro, che vede tra i maggiorenti Giampaolo Presutti e Clemente Fedele, si smarca rispetto al resto del panorama civico. Contestando il metodo seguito dopo la disfatta elettorale delle elezioni politiche. “Apprendiamo – si legge nella nota di Molise Nostro - che, nonostante la rivoluzione generata dal voto del 4 marzo, gli esponenti dei partiti, raggruppati per lo più in liste composte dalla vecchia nomenclatura partitica e da consiglieri di centrosinistra oggi passati a destra per mero opportunismo politico, propongono, motu proprio, nuovamente la candidatura del dottor Di Giacomo. La proposizione di tale candidatura con le modalità imposte dallo schieramento di centrodestra, pur riconoscendo l’alto profilo umano e istituzionale del candidato già a suo tempo da noi proposto alla carica di governatore della Regione Molise, ha indebolito e svilito il senso civico della designazione e ha rimesso di fatto nelle mani dei partiti tradizionali la scelta del presidente, con buona pace di ogni velleità di cambiamento nel solco civico”.

Per questo, nel nome della condivisione partecipata, da Molise Nostro viene sollecitata la “costituzione immediata di un tavolo di confronto aperto a tutti i movimenti civici, alle associazioni, agli amministratori, ai cittadini e, più in generale, alla società civile per la scelta del miglior candidato presidente”. Questione di metodi, non di persone, si badi.

Proprio per questo, la consigliera di Forza Italia al Comune di Isernia, Mena Calenda, dopo aver firmato un documento di dissenso interno al partito per lo scarso coinvolgimento nelle scelte anche dopo la ‘lezione’ del 4 marzo, ha inteso lanciare a sua volta un appello a Di Giacomo. Un invito ad “accettare l’impegno a guidare una coalizione di forze politiche e civiche di centrodestra alle elezioni del prossimo 22 aprile, con l’obiettivo di scrivere una pagina nuova della vita di questa regione”.

Unisciti al nostro gruppo Whatsapp per restare aggiornato in tempo reale su tutte le notizie del quotidiano isNews: manda ISCRIVIMI al numero 3288234063.

 

Privacy Policy