I 'No Tunnel' ricorrono al Tar e attaccano: “Il deliberato ministeriale è una bufala”

I 'No Tunnel' ricorrono al Tar e attaccano: “Il deliberato ministeriale è una bufala”

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Due le istanze formulate contro il progetto di riqualificazione del centro cittadino di Termoli da parte del coordinamento e de comitati civici


TERMOLI. Due sono i ricorsi al Tar allo studio da parte del Coordinamento e dei Comitati civici che si oppongono alla riqualificazione del centro cittadino. I 'No Tunnel' riunitesi ieri sera, martedì 27 marzo, nella sala del cinema S. Antonio hanno annunciato che uno contro il deliberato del Consiglio dei Ministri, e uno contro il deliberato dell'amministrazione comunale in merito all'assegnazione dei lavori (atto questo che deve essere ancora fatto).

platea 1Lo scorso 16 marzo, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al progetto di riqualificazione urbana: il tunnel e il multipiano interrato in piazza Sant'Antonio con annessa riqualificazione di Pozzo Dolce si possono fare "purché nel rispetto della necessaria tutela dei beni archeologici e paesaggistici", accogliendo in parte le criticità e le obiezioni mosse dal Mibact e dalla Soprintendenza ai beni archeologici e paesaggistici ".
Tuttavia per i No Tunnel il deliberato ministeriale presenterebbe dei "vizi procedurali per quanto riguarda l'incongruenza mostrata dai Consiglio dei Ministri i quali accolgono a parole in parte le osservazioni del Mibcat, ma poi nei fatti le disattendono", afferma Gervasio Barone del Coordinamento No Tunnel.

La modifica, che non andrebbe a incidere più di tanto sul progetto complessivo da 19 milioni di euro, riguarderebbe l’affaccio di piazza Sant’Antonio dove non verrebbero più costruite vetrate e balconature ma spazi verdi intervallati da spazi vuoti. Questa una delle motivazioni che indurrebbe gli oppositori a presentare un primo ricorso al Tar.

L'altro, invece, riguarderebbe direttamente l'avvio dei lavori: ricorrere al tribunale amministrativo regionale nel momento in cui l'amministrazione Sbrocca delibererà ufficialmente l'affidamento dei lavori. "Siamo in attesa di un atto che venga fatto dall'amministrazione comunale dopodiché ci attiveremo", annuncia il portavoce dei grillini in Consiglio comunale Nik Di Michele.

I comitati hanno 60 giorni per presentare il ricorso al Tar sul deliberato del Consiglio dei Ministri che Barone definisce "una bufala che non risolve nulla" e la modifica al progetto avvenuta "perchè ci sono state delle pressioni". Per affrontare le spese legali è stata avviata una raccolta fondi. "Per l'occasione abbiamo inviato una raccolta fondi e in pochissime ora abbiamo raggiunto quasi 500 euro. - afferma Nik Di Michele - Chiaro che i cittadini ci sono vicini ai comitati, e sono vicini a chi in qualche modo vuole che la città non venga distrutta". A lavorare sul ricorso anche "più avvocati che ci hanno chiesto di aiutarci senza tra l'altro chiedere nessun parcella perchè anche il mondo dei professionisti crede che Termoli debba essere salvata", conclude il grillino.

Alessandro Corroppoli

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