Giunta, Fratelli d'Italia fuori. Di Sandro: accordo violato, ecco cosa ci spettava

Giunta, Fratelli d'Italia fuori. Di Sandro: accordo violato, ecco cosa ci spettava

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Secondo un'intesa nazionale, firmata in occasione delle Politiche. Il coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni chiede al governatore Toma di rivedere l’organigramma. Niente cedimenti, invece, sulla presidenza del Consiglio


CAMPOBASSO. “Dovevamo avere la vicepresidenza della Giunta e invece siamo addirittura fuori dall’esecutivo”. Il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Filoteo Di Sandro, primo dei non eletti della lista, non nasconde la sua delusione sull’accordo per la definizione della Giunta Toma, raggiunto ieri sera in una riunione fiume a Palazzo Vitale.

Un accordo che attende solo di essere ratificato, con la firma dei decreti di nomina degli assessori, che prevede due posti per Forza Italia (Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio) e uno a testa per Orgoglio Molise (Vincenzo Cotugno), Lega (Aida Romagnuolo) e Popolari per l’Italia (Vincenzo Niro).

Con il doppio criterio della territorialità e dei consiglieri più votati, che di fatto esclude i partiti, Fratelli d’Italia e Udc e Iorio per il Molise, che hanno eletto a Palazzo D’Aimmo un solo consigliere. Rispettivamente Quintino Pallante, Salvatore Micone, lanciato verso la presidenza del Consiglio e Michele Iorio. Il solo incarico da sottosegretario ancora da attribuire. Una volta promulgato lo statuto. Già domani, secondo la volontà di Toma. Altrimenti non sarebbe neppure possibile la nomina del quinto assessore.

“C’è un patto nazionale, che non è stato rispettato – ha precisato Di Sandro – in Molise Fratelli d’Italia non ha avuto propri candidati alle Politiche, con i posti al maggioritario e al proporzionale che sono stati assegnati ad altre forze del centrodestra. A noi toccava un assessorato e la vicepresidenza della Giunta regionale. L’accordo non è stato rispettato, è chiaro che c’è malcontento, ma speriamo ancora che il governatore ci ripensi”.

Governatore che, c’è da dire, oggi è a Roma, per partecipare all'audizione dei rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sul Documento di Economia e Finanza 2018, di fronte alle Commissioni speciali della Camera e del Senato, riunite in seduta congiunta.

Per lasciare un posto al suo partito, rimarca Di Sandro, Forza Italia dovrebbe fare un passo indietro. “Due posti in Giunta – rimarca il coordinatore - mi sembrano esagerati. Potrebbe eventualmente avere un assessorato e la presidenza del Consiglio”.

Su cosa succederà, se invece la Giunta non sarà rivista, Di Sandro non lo dice. “Aspettiamo e vediamo che succede”. Ma intanto la palla torna sui tavoli romani. Direttamente a Giorgia Meloni. Garante dell'accordo. 

Carmen Sepede

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