Quinto assessore ‘congelato’. Udc e Fratelli d’Italia in lizza per la poltrona

Quinto assessore ‘congelato’. Udc e Fratelli d’Italia in lizza per la poltrona

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Il governatore Toma ipotizza lo scenario di un esecutivo a scadenza, con verifica ogni sei mesi sui risultati raggiunti. Intanto governo a quattro, a seguito della richiesta di sospensione avanzata dalla rappresentante della Lega Aida Romagnuolo, alla quale spettava l'incarico e la quota 'rosa'. E che si è mostrata interessata a candidarsi per la presidenza del Consiglio. Nel frattempo è arrivato il primo atto della nuova legislatura: sbloccati oltre 7 milioni di euro di pagamenti per le imprese


CAMPOBASSO. Il metodo ‘d'Hondt’, modificato dall’esperienza di un commercialista, in quello della media ponderata e della percentuale dei voti ottenuta dalle liste. E non dai singoli. Questo il criterio seguito dal nuovo governatore del Molise Donato Toma per l’attribuzione degli assessorati. Che ad oggi sono quattro, con il posto che toccava alla Lega ‘congelato’, in attesa della votazione per la nomina del presidente del Consiglio regionale. Incarico al quale la rappresentante del partito di Salvini Aida Romagnuolo si è mostrata interessata. Tanto da fare un passo indietro. Rinunciando all'esecutivo, per puntare al posto già di Vincenzo Cotugno. Oggi in Giunta. 

Se sarà Romagnuolo a guidare l’assise di Palazzo D'Aimmo, ha chiarito Toma in conferenza stampa, l’assessorato ‘scalerà’. Attribuito a un’altra delle forze politiche che hanno concorso alla vittoria del centrodestra, Udc, Fratelli d’Italia o, meno probabile, Iorio per il Molise. Resta ancora da attribuire il ruolo di sottosegretario, a quanto pare quello meno ambito, “perché non se ne comprende appieno l’importanza", come ha affermato ancora il presidente, che ieri sera ha anche promulgato la norma dello statuto, con la quale di fatto è consentita la nomina del quinto assessore. Sospeso, come si diceva.

Intanto, dopo i decreti firmati ieri sera, l’esecutivo regionale risulta così composto: due assessorati a Forza Italia (Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio), e un assessorato a testa per Orgoglio Molise (Vincenzo Cotugno) e Popolari per l'Italia (Vincenzo Niro). Niente assessorato esterno a cui Toma pure aveva pensato. La seconda poltrona a Forza Italia, ha precisato il governatore, scattata con un meccanismo simile a quello dei ‘resti’. Per l’eccessiva differenza percentuale tra la quinta forza politica, l’Udc (e a scalare Fratelli d’Italia e Iorio per il Molise) e quelle premiate con l’assessorato.

Nomine effettuate “dopo un confronto sereno con i partiti e con le liste civiche”. In cui, ha affermato Toma, sono state le stesse forze del centrodestra a non riconoscere l’accordo nazionale al quale ha fatto riferimento Fratelli d’Italia, per l’attribuzione di un assessorato e della vicepresidenza. Col malcontento espresso dal consigliere Quintino Pallante e dal coordinatore regionale Filoteo Di Sandro. “Ma io non potevo fare da notaio – ha dichiarato il presidente – di un accordo che non è stato firmato alla mia presenza e che non è stato riportato in chiave locale”. Se Salvatore Micone (Udc) entrerà nel governo a Pallante potrebbe andare la poltrona di sottosegretario. O viceversa.

Ma tutto si deciderà dopo la seduta di Consiglio del 21 maggio", ha chiarito ancora il governatore. Che ha poi annunciato una novità, che suona come una piccola ‘spada di Damocle’: la possibile ‘scadenza’ dei componenti dell’esecutivo. In sostanza il governatore fisserà degli obiettivi e, se non saranno raggiunti, si potrebbe arrivare anche alla rimozione degli assessori. La verifica avverrà ogni sei mesi e il metodo di valutazione sarà quello della produttività.

Toma che ha preferito non esprimersi se alla riunione arriverà, o meno, con le deleghe già assegnate (lui da tecnico terrà il Bilancio), che saranno distribuite tenendo conto di competenze e conoscenze, "altrimenti facciamo danni". “Da legge ho ancora tempo dopo la prima seduta di Consiglio per assegnare le deleghe - ha precisato - ma da uomo del fare io sono per bruciare i tempi”.

In quest’ottica il primo provvedimento della legislatura. Lo sblocco di 7 milioni e 341mila euro di fondi, destinati ai Comuni (un'ottantina) e alle Province, per i pagamenti alle imprese che hanno effettuato lavori per gli enti pubblici. Aziende che aspettavano da tempo. Un intervento per rilanciare l’economia. In attesa delle nuove misure finanziate con fondi comunitari, che riguarderanno anche il turismo e la promozione territoriale. Partendo dai Misteri di Campobasso, dalla N'Docciata di Agnone e dalle Carresi del Basso Molise. Per valorizzare l’immagine della regione e creare occupazione. Il nuovo corso della Regione parte da qui.

Carmen Sepede

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