Razzismo, Speranza denuncia Salvini: la querela depositata dall’avvocato Leva

Razzismo, Speranza denuncia Salvini: la querela depositata dall’avvocato Leva

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Ipotizzato il reato di istigazione all’odio razziale per le frasi pronunciate dal Ministro dell’Interno sui rom


ROMA. L’aveva annunciato e oggi l’ha fatto: ha denunciato il senatore e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per istigazione all’odio razziale, per le frasi rilasciate sui rom negli studi televisivi di Telelombardia, il 18 giugno scorso.

Il deputato di Liberi e Uguali, Roberto Speranza, attraverso il legale di fiducia, il penalista ed ex onorevole Danilo Leva (difensore tra gli altri anche del parlamentare Pier Luigi Bersani, ndr), ha presentato formale denuncia/querela nei confronti del leader del Carroccio.

Secondo il politico potentino e l’avvocato Leva sarebbe “inequivoca la responsabilità penale del senatore Matteo Salvini per aver diffuso, propagandato attraverso l’intervista rilasciata in Milano presso gli studi televisivi di Telelombardia, in data 18 giugno 2018, idee fondate sull’odio razziale o etnico, fatto di reato aggravato dalla circostanza dall’averlo commesso con violazione dei doveri inerenti all’esercizio della sua pubblica funzione”.
Si tratterebbe di frasi penalmente perseguibili, “attesa la natura e la gravità” delle stesse.

Il deposito dell’atto è avvenuto stamani, alle 13, alla presenza delle telecamere del Tg1, negli uffici della polizia giudiziaria della Camera dei deputati. Le espressioni ‘incriminate’ sono: il “dossier sui rom”; “il censimento, facciamo un’anagrafe”; “i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa”; “Qualcuno parla di shock. Perché? Io penso anche a quei poveri bambini educati al furto e all’illegalità”.

Esternazioni tali da configurare, secondo il querelante, ai sensi della cosiddetta Legge Mancino, un reato punibile con una multa fino a 6mila euro e finanche con la reclusione fino ad un anno.

“Se il Salvini si fosse attenuto ai doveri istituzionali legati al suo ruolo – recita la querela - certamente non avrebbe mai potuto pronunciare le frasi discriminatorie a sfondo razziale contro l’etnia dei Rom”.

L’onorevole Speranza, in qualità di rappresentante legale pro tempore dell’associazione denominata ‘Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista’ si riserva, infine, di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento.

 

 

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