Commissario ad Acta, pressing della maggioranza consiliare sul Governo per la nomina di Toma

Commissario ad Acta, pressing della maggioranza consiliare sul Governo per la nomina di Toma

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Illustrata in aula, dal consigliere regionale Di Lucente, la mozione sul tema della sanità: “Alla luce dell’indifferenza dello Stato, non possiamo tollerare che venga messo a repentaglio il diritto alla salute dei cittadini molisani”. Contrarie le minoranze, con il Movimento Cinque Stelle che all'atto del voto ha abbandonato la sala consiliare


CAMPOBASSO. La maggioranza consiliare di palazzo D’Aimmo avvia il pressing sul Governo centrale ai fini dell’individuazione, nella persona del governatore del Molise Donato Toma, del Commissario ad acta per la prosecuzione del piano di rientro dal disavanzo sanitario.

Con una mozione, illustrata oggi all’aula dall’esponente dei Popolari per l’Italia Andrea Di Lucente, i componenti di centrodestra in assise hanno inteso evidenziare come, in assenza di tale figura, si starebbe verificando la “paralisi istituzionale nel settore sanitario”, cui aggiungere “l’impossibilità per la Regione di partecipare ai tavoli tecnici”, restando la stessa “esautorata da ogni funzione in materia”.

Rilevando, altresì, che “non sussistono ostacoli normativi che impediscono ad uno stesso soggetto di ricoprire la carica di Presidente della Regione e di Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro”, la mozione impegna il governatore a farsi portavoce presso il Governo centrale delle istanze espresse in assise e il presidente del Consiglio regionale a disporre la trasmissione del deliberato ai Prefetti di Campobasso e di Isernia affinché si adoperino presso gli organi statali per la rapida risoluzione della questione.

“Il consiglio – ha affermato Di Lucente - deve esprimere un atto di indirizzo forte, affinché le funzioni di commissario ad acta siano nuovamente attribuite al presidente pro tempore della Regione Molise, un soggetto che è una nostra espressione, che conosce le esigenze del territorio e che rappresenta autorevolmente i nostri interessi in quei Tavoli tecnici in cui asetticamente contano solo i numeri. Alla luce dell’indifferenza dello Stato rispetto a questa questione, - ancora Di Lucente - noi Consiglieri regionali non possiamo tollerare ulteriormente che venga messo a repentaglio il diritto alla salute che stanno subendo i cittadini molisani. I fatti di cronaca dei giorni scorsi – ha concluso - lo ricordano in maniera drammatica”.

Di qui il dibattito. I Cinque Stelle, con Angelo Primiani e Andrea Greco, hanno confermato il proprio impegno sul tema, con azioni nei confronti del loro Ministro di riferimento, Giulia Grillo, per la risoluzione delle questioni legate alla sanità in Molise, ma hanno ribadito – sulla scia di quanto affermato dalla titolare del dicastero della Salute - la contrarietà alla nomina del governatore a Commissario ad acta, per questioni di competenza nel settore, in favore dell’individuazione di un tecnico per la sana gestione del comparto: “Serve una persona – hanno sostenuto con forza – scevra da condizionamenti”. Poi la provocazione: "Vogliamo piuttosto sapere da Toma se intende riequilibrare il rapporto pubblico-privato in Sanità".

Vittorino Facciolla del Pd ha, invece, dichiarato di non condividere lo strumento della mozione, rilevando le mancate facoltà del Consiglio di incidere sulla materia e rilanciando l’opportunità di azioni forti.

 La mozione è, infine, passata con i voti della maggioranza, mentre i grillini hanno abbandonato l'aula.

 

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