Nomina del Commissario ad acta, ‘trema’ la maggioranza in Regione

Nomina del Commissario ad acta, ‘trema’ la maggioranza in Regione

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Il governatore del Molise vuole l’incarico ma il ministro Grillo ‘preme’ per un tecnico esterno. Toma si aspetta così il sostegno degli alleati leghisti. Una direzione diversa potrebbe minare gli equilibri politici in Regione, con l’assessorato esterno di Mazzuto che potrebbe tornare in discussione


CAMPOBASSO. La questione della nomina del commissario ad Acta per la sanità – che pare possa essere stata congelata fino a metà settembre - potrebbe avere ripercussioni forti sulla maggioranza di palazzo D’Aimmo e, soprattutto, sull’assetto della giunta regionale.

A fronte della posizione del Movimento Cinque Stelle – a quanto pare intenzionato, con il proprio ministro di riferimento Giulia Grillo, ad individuare un commissario esterno e super partes cui affidare il compito di risanare il comparto sanitario molisano - il governatore Toma si aspetta man forte dagli alleati leghisti, membri integranti della squadra di centrodestra e dell’esecutivo regionale.

Mentre circolano i primi nomi sui papabili candidati al ruolo – tra cui il presidente dell’Agenas Francesco Bevere e l’ex direttore generale Asrem Carmine Ruta - il presidente della Regione continua ad insistere sulla coincidenza della figura del commissario con quella del governatore, come accaduto fino ad oggi, per ragioni legate ad una maggiore conoscenza del territorio e dei bisogni della cittadinanza. Una posizione sostenuta anche dalla Conferenza  delle Regioni, che deve essere recepita – la speranza di Toma – dal Consiglio dei Ministri.

E che, in particolare, deve essere sostenuta dai colleghi del Carroccio, anche a livello nazionale. In fondo, il presidente molisano ha atteso e poi accettato le indicazioni del leader leghista Salvini per la composizione della sua giunta. L’attuale ministro dell’Interno, nel post Regionali, ha chiesto l’inserimento nell’esecutivo dell’esterno Luigi Mazzuto, al posto della quota rosa Aida Romagnuolo.

Richiesta accolta, non senza qualche polemica. Potrebbe essere giunto ora, dunque, il momento per vedersi restituire il ‘favore’. In caso contrario, non si escludono cambiamenti importanti. Anche perché le fibrillazioni, già ieri in Consiglio regionale, non sono mancate: sull’obbligatorietà dei vaccini tramite una legge regionale, mozione del Pd sostenuta dal centrodestra, Mena Calenda della Lega si è astenuta, come i consiglieri Cinque Stelle. In pratica, un’esponente di maggioranza ha votato come l’opposizione, con Andrea Di Lucente dei Popolari che ha chiesto pubblicamente chiarimenti. Ore calde, dunque, in attesa della nomina ministeriale. Dalla quale dipenderanno i destini della sanità molisana, certamente. Ma, probabilmente, anche la tenuta degli equilibri politici della Giunta Toma.

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