Isernia, prove tecniche di riavvicinamento nel centrodestra

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Rinviata per adesso la rimodulazione delle deleghe. Il sindaco d’Apollonio potrebbe cercare la strada del dialogo con una parte della minoranza, sulla falsariga degli accordi che hanno permesso a Toma di governare con la Lega e altri pezzi di coalizione, ancora sull’Aventino a Palazzo San Francesco


di Pasquale Bartolomeo

ISERNIA. Nessuna ‘Giunta balneare’: Giacomo d’Apollonio è uomo che non sbaglia i tempi. Dunque, la rimodulazione dell’esecutivo voluta dal sindaco di Isernia, con conseguente riordino delle deleghe, slitterà ancora di qualche giorno. Evitando sorprese – gradite o meno – dopo la pausa di Ferragosto.

giunta al completo dapollonioSullo schema che il primo cittadino ha in mente, i maggiorenti della politica isernina giurano di non saperne nulla. Eppure, d’Apollonio sarebbe al lavoro dalla fine di giugno. Un lavoro di fino, smussando gli angoli, uno per uno, per soddisfare le esigenze amministrative, certo. Ma evitando possibili ribaltoni che potrebbero agitare inutilmente le acque del centrodestra. Una coalizione divisa in due fronti, al Comune di Isernia: uno di maggioranza, al fianco di d’Apollonio fin dalle elezioni del 2016; uno all’opposizione, con i sostenitori di Gabriele Melogli sindaco usciti sconfitti dal ballottaggio. Ma a due anni di distanza, visto il mutare degli scenari tutti interni al centrodestra, ha davvero senso questa divisione tra schieramenti?

toma al comune di iserniaFacciamo un passo indietro e cerchiamo di capire che cosa è cambiato, anche alla luce dell’elezione di un nuovo governo regionale di centrodestra, che vede nel presidente Donato Toma l’uomo capace di riunire le diverse anime della coalizione sotto l’egida di una figura nuova. La quale, almeno nelle intenzioni, punterebbe al rinnovamento del modo di fare politica dei suoi predecessori.

I VECCHI ASSETTI. A urne chiuse, le Comunali 2016 consegnarono a Isernia una minoranza di centrodestra con 5 esponenti dichiarati. Alleanza per il futuro, una delle liste a sostegno di Melogli, ha visto entrare in Consiglio Andrea Galasso e Giovancarmine Mancini. Per Forza Italia, invece, largo a Raimondo Fabrizio e Mena Calenda. Stefano Testa, con il suo progetto civico ‘Persone e idee per Isernia’, è riuscito a varcare in solitaria le porte di Palazzo San Francesco, pur mantenendo una connotazione certamente non di sinistra. Ancora, in una posizione politicamente più ibrida, si collocavano Cosmo Tedeschi e Roberto Di Pasquale, eletti in due liste civiche con l’imprenditore candidato sindaco. Restavano, per l’opposizione di centrosinistra, Fabia Onorato, Roberto Di Baggio, Enzo Di Luozzo e Rita Formichelli. Infine, per il Movimento Cinque Stelle, il solo Mino Bottiglieri.

I NUOVI EQUILIBRI. Circa due anni e mezzo dopo, al giro di boa, oggi la collocazione politica delle minoranze realmente tali vede ‘sopravvissuti’ i soli Bottiglieri, Formichelli, Di Luozzo e Onorato. Forzatamente più isolato, invece, Tedeschi, che continua a mandare messaggi a d’Apollonio sul mancato rispetto degli accordi elettorali in fase di ballottaggio, con la maggioranza che fa muro su un suo possibile ingresso nelle stanze dei bottoni e lui che resta ‘prigioniero’ nel ruolo dell’opposizione.

Ben diverso, invece, il riassetto degli altri 7 consiglieri. Mena Calenda prima, Stefano Testa dopo, hanno scelto la Lega di Salvini.
Galasso e Di Pasquale hanno costituito, insieme a Di Baggio, un nuovo gruppo consiliare, ‘Isernia Migliore’.