‘No’ allo stop ai fondi per le periferie, Galasso: “Gravi conseguenze dalla disdetta degli accordi”

‘No’ allo stop ai fondi per le periferie, Galasso: “Gravi conseguenze dalla disdetta degli accordi”

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I costruttori edili del Molise, insieme alle altre associazioni, schierati contro la decisione del Senato di sospendere gli stanziamenti per la riqualificazione delle periferie urbane e convinti che lo sviluppo possa ripartire proprio dalla città


CAMPOBASSO. L’intervento nasce dalla costatazione, certificata da uno studio Ance – Istat, che l’industria delle costruzioni genera valore economico e ricaduta occupazionale.

Pertanto il vertice dell’associazione dei costruttori edili del Molise, Cosmo Galasso, ribadisce la contrarietà alla sospensione dei fondi per le periferie, rilanciando di contro la necessità di un piano di rigenerazione urbana, argomentando nel dettaglio tale tesi.

“La condizione delle periferie – afferma dunque Galasso - dovrebbe essere al centro delle politiche sociali, ambientali, energetiche, sulla sicurezza e per lo sviluppo economico: non c’è formazione politica che non l’abbia affermato in campagna elettorale. In particolare, per le città sarebbe necessario un piano più complessivo di rigenerazione. La ricaduta dell’utilizzo dei fondi per le periferie è importante anche per garantire una boccata d’ossigeno ad un comparto, come quello delle costruzioni in Molise, che attraversa una crisi devastante, come abbiamo più volte sottolineato.

Parliamo – aggiunge aggiunge il vertice dell’Ance regionale – di infrastrutture indispensabili a ridare decoro ai luoghi più degradati delle nostre città: per il capoluogo si tratta, tra le altre cose, della riqualificazione del Mercato coperto di via Monforte, del percorso ciclopedonale attorno allo stadio Selvapiana, del recupero dell’ex mattatoio di via Garibaldi e di interventi sulla rete fognaria e viaria; per Isernia di progetti per riqualificare le aree periferiche del capoluogo pentro, ma anche relativi ad interventi sull’Auditorium e l’Acqua Solfurea.
Parliamo della rottura di accordi che erano garantiti dallo Stato e nei quali gli Enti Locali e i privati si sono impegnati con risorse umane, tecniche ed economiche. La disdetta unilaterale degli accordi – incalza Galasso - non può che avere pesanti conseguenze immediate e future, con una ulteriore perdita di fiducia di tutti verso i progetti di collaborazione tra pubblico e privato nella rigenerazione delle nostre città”.

“Per queste ragioni – ancora il presidente degli edili molisani - abbiamo scritto a tutti i componenti della nostra deputazione parlamentare, affinché agiscano concretamente in direzione dell’immediato sblocco delle risorse, sollecitandoli anche ad impegnarsi per destinare nuovi finanziamenti alla rigenerazione delle città, con progetti innovativi e compatibili con l’ambiente, con selezioni più rapide che premino la qualità, ma soprattutto favorendo quei progetti capaci di incidere in modo efficace sul tessuto urbano delle zone periferiche, in particolare con interventi di demolizioni e ricostruzione migliorando la qualità della vita di chi ci abita.

Un impegno del Governo, quindi, che non deve essere solo economico ma fattivo, controllando spese, tempi e risultati dei progetti, risolvendo le inefficienze burocratiche che spesso si sono verificate in passato, per avviare un percorso virtuoso che rigeneri le periferie facendole esempi di efficienza per tutta la città. Ripartire dalle città - conclude Galasso - vuole essere l’estrema sintesi di una nuova visione di sviluppo che trova alcuni dei valori fondanti nella compattezza e bellezza delle aree urbane, nella riappropriazione dei luoghi pubblici, nell’accoglienza e nell’integrazione, nella conservazione del territorio. Le nostre città hanno bisogno di una visione strategica, una cultura sistematica della trasformazione, riqualificazione, rigenerazione urbana, categorie di interventi che producono ricadute in termini economici ma anche sociali e ambientali”.

 

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