Bando regionale per chi ha perso il lavoro, l’affondo del M5S: “Una presa in giro”

Bando regionale per chi ha perso il lavoro, l’affondo del M5S: “Una presa in giro”

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Nel mirino l’iniziativa che prevede l’impiego dei disoccupati nei Comuni: “Mancano i parametri di selezione e non è stata garantita la copertura necessaria”. Chiesta la revisione dell’avviso



CAMPOBASSO. “Una presa in giro per i Comuni e per centinaia di di ex lavoratori privi di ammortizzatori sociali”.  Duro l’attacco del M5S nei confronti del bando regionale da 1 milione 750 mila euro, aperto a tutti i licenziati del Molise, “ma privo di parametri di selezione – sostiene il movimento - e senza garantire la necessaria copertura. Una presa in giro per i Comuni e per centinaia di ex lavoratori privi di ammortizzatori sociali: un cristallino esempio dell’approssimazione con cui lavora la giunta Toma. Un bando frettoloso, non concertato con i destinatari e con tante lacune, a partire dalla più evidente: manca dei parametri di selezione. Ma andiamo con ordine”.

Il bando prevede che entro il 13 ottobre i Comuni presentino progetti destinati a valorizzazione di patrimonio ambientale, patrimonio pubblico e beni culturali, allestimento e custodia di mostre, riordino di archivi e recupero di lavori arretrati di tipo tecnico o amministrativo, attività ausiliarie di tipo sociale. Insomma, un po’ di tutto.

Può presentare proposte qualsiasi Comune molisano, con delle differenze. I Comuni sotto ai 5 mila abitanti possono presentare progetti per assumere fino a 15 persone, i Comuni tra i 5 e 30 mila abitanti possono assumere fino a 50 persone, quelli sopra ai 30 mila abitanti fino a 70. “Il conto totale di quanti ex lavoratori potenzialmente si possono assumere è 2.465 persone per un totale di 17 milioni di euro – sostengono i pentastellati -. Peccato che le risorse disponibili (al momento 1 milione 750 mila euro) riescono a soddisfare solo 270 persone, un decimo di chi può far richiesta.

Il tutto, però, senza parametri di selezione, una cosa gravissima. Manca un schema di punteggio e quindi mancano le modalità in base alle quali saranno scelti i progetti (e i Comuni) ammessi al finanziamento. In questo modo si rischia di creare storture evidenti. Il clientelismo, infatti, si annida proprio nella carenza di regole certe. In questo senso non sfugge che ad esempio a Campobasso e Termoli, che nella prima metà del 2019 andranno al voto come tanti altri centri molisani, i Comuni avranno la possibilità di assumere fino a 140 persone in totale, in modo arbitrario. Il bando fa acqua anche per le caratteristiche dei destinatari. Esso, infatti, è pensato per chi è stato interessato da licenziamento collettivo e sia privo di ammortizzatori sociali, per questo la Giunta ha spacciato l’avviso come una misura a favore degli ex lavoratori dello Zuccherificio del Molise oppure degli ex Ittierre. Peccato che lo stesso bando poi smentisce questa intenzione in quanto specifica che esso è diretto a chiunque abbia subito la cessazione del lavoro, quindi a tutti coloro che sono stati licenziati in Molise, addirittura a partire dal 1° gennaio 2008.

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