Toma commissario per il terremoto: “Per gli sfollati fondi per l’autonoma sistemazione”

Toma commissario per il terremoto: “Per gli sfollati fondi per l’autonoma sistemazione”

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Lo ha detto il governatore, all’indomani dalla sua nomina fatta dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli. Questo pomeriggio l'incontro con i sindaci del 'cratere'. E sulle frane è emerso uno studio, con i dati relativi ai fenomeni di dissesto già in atto a partire dall’Ottocento, che porta a elaborare soluzioni nuove, in particolare per il paese di Civitacampomarano



CAMPOBASSO. Togliere gli sfollati dalle tende e fornire loro i fondi per l’autonoma sistemazione, in attesa del consolidamento o della ricostruzione delle case danneggiate dal sisma del 14 e del 16 agosto. Questo l’annuncio fatto dal governatore del Molise Donato Toma, all’indomani dalla sua nomina a commissario delegato per l’emergenza terremoto. Toma che questo pomeriggio sarà a Montecilfone, paese epicentro del sisma, per incontrare i sindaci e gli amministratori dei comuni del 'cratere'.

“La nostra priorità è questa – ha detto Toma - le persone che dormono in tenda devono tornare nelle loro abitazioni, o comunque avere una sistemazione adeguata. Abbiamo un’ordinanza che ce lo consente e oggi, insieme ai miei tecnici, spiegherò ai sindaci come questo sarà fatto, dando ai Comuni le indicazioni per non sbagliare le richieste di autonoma sistemazione e di intervento d’urgenza, per uscire quanto prima dalla fase dell’emergenza”.

Dall’ultimo report, arrivato oggi a Palazzo Vitale, sono ancora centinaia le famiglie che da oltre un mese vivono nelle tendopoli. A loro si aggiungono le persone che non possono rientrare nelle loro case, ma che hanno trovato magari ospitalità da parenti. “Noi dobbiamo dare un contributo economico a queste persone – ha precisato ancora Toma - per consentire loro di organizzarsi in maniera autonoma, senza gravare su altre famiglie e senza creare situazioni di sovraffollamento residenziale”.

Con la nomina a commissario Toma ha trenta giorni di tempo per redigere il Piano degli interventi. Documento che consentirà al Molise di chiedere ulteriori fondi al Governo, rispetto ai 2 milioni di euro assegnati qualche settimana fa. La metà dei 4 milioni di euro richiesti dalla Regione. “Da una prima previsione svolta serviranno nuove risorse – ha rimarcato il governatore – Ma ho avuto garanzie, dal presidente del Consiglio Conte e dal capo della Protezione civile Borrelli, che il Molise non sarà lasciato solo. Mi auguro che avvenga come per il terremoto di Ischia, per il quale prima vennero assegnati 5 milioni di euro, che poi divennero poi 32 milioni”.

E dal terremoto alle frane. “Che non si possono fermare ma solo mitigare, come dicono i geologi”, ha affermato il presidente della Regione. “La mitigazione del rischio frane – ha puntualizzato in proposito - avviene attraverso una serie di opere. Abbiamo risorse da utilizzare per interventi anche importanti. Ci stiamo dotando della struttura commissariale, per iniziare a operare a Petacciato e Civitacampomarano”.

Proprio su Civitacampomarano Toma si è spinto anche oltre. “Mi hanno preannunciato uno studio relativo ai dissesti del territorio, già a partire dall’Ottocento, da cui emerge che Civita, così come altri paesi, non doveva essere costruita in quel luogo. Se così fosse e se non c’è una soluzione stabile per una frana del genere, bisognerà pensare ad altre soluzioni, che però mantengano la storia di questi paesi intatta lì dov’è”.

Carmen Sepede

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