"Il fatto non sussiste": Iorio assolto, presto il rientro in Consiglio regionale

"Il fatto non sussiste": Iorio assolto, presto il rientro in Consiglio regionale

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La Cassazione annulla la condanna in Appello per abuso d'ufficio per la vicenda Zuccheropoli anche per l'ex assessore Vitagliano


ROMA. Michele Iorio assolto dalla Corte di Cassazione perché il fatto non sussiste. L'ex governatore tornerà in Consiglio regionale alla prima seduta utile dopo esser stato condannato in appello a sei mesi, il 25 gennaio scorso, per abuso d'ufficio, insieme all'ex assessore Gianfranco Vitagliano, assolto a sua volta dalla Suprema Corte.

Una sentenza che era seguita a una precedente assoluzione in primo grado, il 20 ottobre 2016, da parte del Tribunale di Campobasso. Lo scorso aprile, dopo la vittoria del centrodestra con Donato Toma presidente - che lo aveva visto rieletto - Iorio era stato sospeso per 18 mesi dalla carica di consigliere regionale per effetto della legge Severino. Al suo posto, era subentrata a Palazzo D'Aimmo la giovane Eleonora Scuncio. Ora, come riferisce l'Ansa, secondo il suo legale Arturo Messere,  l'ex presidente della Regione Molise dovrebbe riprendere immediatamente il suo posto di consigliere regionale.

La vicenda giudiziaria, ora chiusa definitivamente, è quella relativa alla cessione delle quote tra gli imprenditori Luigi Tesi e Remo Perna. Secondo l'accusa, Iorio e Vitagliano non avrebbero esercitato il diritto di prelazione della Regione causando dunque un vantaggio alla società, di fatto riconducibile a Perna stesso. La decisione fu presa mediante una delibera della Giunta regionale guidata da Iorio mentre, sempre secondo l'accusa, la questione era di competenza del Consiglio regionale.

I giudici della Corte d'Appello di Campobasso, Pupilella, Fiorilli e Paolitto, avevano condannato Iorio e Vitagliano anche ad un anno di interdizione dai pubblici uffici e al risarcimento in favore delle parti civili, Codacons e Regione, da liquidarsi in sede civile. Professatosi sempre innocente, Iorio aveva parlato di una sentenza "incomprensibile", da intendersi come espressione di una “giustizia apparente. Ho sempre operato – era stato nove mesi fa il commento dell’ex governatore - nel pieno rispetto delle leggi e nell’interesse del Molise".

La sospensione aveva già visto protagonista, suo malgrado, il politico isernino, che in precedenza aveva dovuto lasciare il suo posto da consigliere di minoranza al primo dei non eletti Nico Romagnuolo, per tornare a Palazzo D’Aimmo quando la Cassazione aveva giudicato prescritti i reati relativi alla vicenda ‘Bain & Co’.

In mattinata, quindi,  la discussione in Cassazione: l’ex presidente ha raggiunto Roma assieme al suo avvocato, Arturo Messere. La sentenza, che era attesa per domani, è stata invece resa nota solo pochi minuti fa.

E spalanca di nuovo le porte della massima assise consiliare all’ex governatore che rientra nella maggioranza di Palazzo D’Aimmo.

Grande soddisfazione anche da parte di Vitagliano: "Cancellata una improvvida e, alla luce dei fatti, ingiusta sentenza di secondo grado, emessa in piena campagna elettorale - questo il suo commento su Facebook - Sono felice e soddisfatto per me e, soprattutto, per Michele, al quale la suprema magistratura ha restituito il seggio che il popolo molisano democraticamente gli aveva assegnato".

 

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