Ragazza vittima di una violenza sessuale, Regione valuta la costituzione di parte civile

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Ad anticiparlo la consigliera di Orgoglio Molise Paola Matteo, che ha anche proposto di modificare alcuni passaggi della la legge sulla violenza di genere, per rafforzarne la sua incisività


CAMPOBASSA. Violenza sessuale contro una giovane donna residente nel Basso Molise, da parte di un 23enne arrestato dai carabinieri, la consigliera regionale di Orgoglio Molise Paola Matteo manifesta tutta la sua indignazione per l’episodio e si dice pronta a valutare una eventuale costituzione di parte civile della Regione Molise. Il riferimento normativo è l’articolo 11 comma 1 della Legge regionale n.15 del 2013, contro la violenza di genere, che precisa:” La Regione ha facoltà di costituirsi parte civile in tutti i processi celebrati nel suo territorio, aventi ad oggetto reati che presuppongono l’esercizio di condotte violente, anche di carattere morale, ai danni delle donne e dei minori di età”.

La consigliera Matteo ha già presentato alcuni emendamenti alla legge regionale, per rafforzarne l’incisività e adeguarla alle norme nazionali ed internazionali successive alla sua approvazione, che si sono susseguite negli anni, nonché, richiamando la Convenzione di Istanbul, quale pilastro normativo di indiscusso riferimento.

“Sono fiduciosa – ha dichiarato - soprattutto nell’attivazione del ‘Codice rosa’, grazie ad una necessaria sinergia interistituzionale. E’ fondamentale che le istituzioni affianchino le vittime, infondendo loro il coraggio necessario per affrontare un lungo percorso, spesso pervaso da solitudine e sconforto. Anche il Comune di Larino può considerare questa possibilità, così come le associazioni femminili e i Centri antiviolenza, perché solo facendo fronte comune riusciamo a dare una risposta concreta e decisa contro questo grave fenomeno. E' poi importante investire nella prevenzione, formazione ed informazione”.

"L’impegno di ognuno di noi – ha aggiunto - sia in quanto istituzioni che cittadini e cittadine, è un dovere ineludibile, perché la violenza ed ogni forma di discriminazione non sono un fatto privato, ma riguardano l’intera società. Una società che va verso l’integrazione e la libertà della persona nella comunità e nella famiglia non può accettare che accadano questi aberranti reati, perché la violenza è un problema che riguarda tutti e tutte per la sua dimensione sociale e pubblica, sebbene la violenza venga consumata spesso nel privato delle mura domestiche”.

Un dramma che non rientra solo nella sfera della morale, come violazione dei diritti umani, ma che mina lo sviluppo del nostro Paese anche sul versante economico, registrando un costo altissimo, un costo stimato da WEWorld in circa 17 miliardi di euro. Le conseguenze esistenziali patite dalle donne in termini di danni fisici, morali e biologici e l’impatto sui figli e sulle figlie e sulle generazioni future hanno invece un costo 14,3 miliardi di euro.

“Da qui il mio auspicio – ha concluso Matteo - affinché anche la Legge quadro contro ogni forma di discriminazione e per l’uguaglianza di genere, da me appena presentata e sottoscritta da numerosi consiglieri e consigliere di maggioranza, possa trovare il più ampio consenso trasversale, da parte di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale. Le pari opportunità e la non discriminazione giocano infatti nella lotta alla violenza di genere un ruolo importantissimo”.

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