Isernia, doppio filo tra Regione e Comune: partita a scacchi tra Iorio e Niro

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L'ex governatore chiede l'assessorato per sé nella Giunta Toma, ma suo il gruppo a Palazzo San Francesco perde pezzi e ingrossa le file dei Popolari, che per ora non avanzano richieste al sindaco d'Apollonio e 'flirtano' con Domenico Chiacchiari. Tra nuovi equilibri ed evoluzioni costanti nel centrodestra, l'amministrazione sembra blindata, ma è calma apparente


ISERNIA. Il ruggito del vecchio leone tornerà a farsi sentire già domani, quando Michele Iorio tornerà a fare il suo ingresso in Consiglio regionale. Assolto in via definitiva dalla Cassazione, rientrerà a Palazzo D’Aimmo nelle insolite vesti di consigliere semplice. Per ora. Perché, sorprendendo tutti per modi e tempi, Iorio ha messo subito le cose in chiaro: vuole un assessorato.

Una richiesta, questa, che scombussolerebbe i piani del governatore Donato Toma, capace finora di creare un equilibrio interno alla sua composita maggioranza – fatta di nove liste in partenza - accontentando la Lega (con Luigi Mazzuto), i Popolari (con Vincenzo Niro), Orgoglio Molise (con Vincenzo Cotugno) e, soprattutto Forza Italia (con Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio).
Difficile, improbabile che Iorio venga accontentato, almeno in questa fase. Una circostanza, quella del mancato posto in Giunta, che in termini di manovre e riassetti, al Comune di Isernia, ha già determinato una serie di ‘mosse’ che somigliano molto a una partita a scacchi. Vediamo perché.

fantozzi azzolini pmLA PRIMA SCISSIONE. Partiamo da un dato: ‘Insieme per il Molise’, la lista civica di Iorio, vantava 12 eletti in Consiglio comunale, assestandosi nel 2016 come prima forza politica a Palazzo San Francesco. A novembre dell’anno scorso, tuttavia, lo sganciamento di 4 pezzi con conseguente adesione al Gruppo Misto: Gianni Fantozzi, Salvatore Azzolini, Giovanni De Marco e Vittoria Succi, che decisero di permanere in maggioranza, senza rivendicazioni, ma dando luogo alla scissione interna agli ioriani. Pochi giorni fa, l’ulteriore passo avanti: dal Gruppo Misto ai Popolari di Vincenzo Niro, con l’aggiunta di un nuovo compagno di viaggio, l’ex consigliere di minoranza Enzo Di Luozzo.

L'ABBRACCIO A NIRO. Agli 8 fedelissimi rimasti a Iorio – il presidente del Consiglio Peppino Lombardozzi; Elisabetta Lancellotta; Irma Barbato; Maria Cocozza; Tiziana Pizzi; Rita Di Pilla; Enrico Caranci e Gianluca Di Pasquale - dunque, la contrapposizione di un gruppo quasi altrettanto corposo. Cinque consiglieri, di estrazione variegata e dalle esperienze più diverse: si va dall’ex capogruppo di ‘Insieme per il Molise’ Azzolini, apparso da subito critico, seppure in maniera costruttiva, verso l’azione dell’amministrazione guidata dal sindaco Giacomo d’Apollonio, con una serie di interventi in aula precisi e pungenti; all’ex commissario Iacp e decano del Consiglio comunale, Fantozzi, ‘silurato’ in partenza per la carica di presidente dell’assise nonostante le legittime aspirazioni e oggi capogruppo dei Popolari.

C’è poi il giovane e rampante De Marco, alla prima esperienza politica ma apparso subito dalle idee chiare. Per le quota rosa, l’attivissima Vittoria Succi, impegnata su molteplici fronti e campionessa di presenze nelle commissioni consiliari anche grazie alla sua frequente disponibilità a sostituire i membri impossibilitati a partecipare – circostanza che, fanno notare i più maligni, le comporta anche il primato nella classifica dei gettoni di presenza, ma che rappresenta comunque un giusto riconoscimento per il costante contributo fornito. Per lei l’approdo centrista, dopo l’abbandono di Iorio, arriva dopo la recente candidatura alle Regionali nelle file di Orgoglio Molise, la lista di Cotugno e Patriciello. Ma, come ha rivendicato l’assessore Niro, la consigliera è da considerarsi comunque vicina a lui “fin dal 2004”.

enzo di luozzoRitorno a casa anche per Di Luozzo, già candidato alle Regionali 2012 con l’allora Udeur di Niro; ex sostenitore alle Comunali 2016 della candidata sindaco Rita Formichelli -  sconfitta, a suo dire, anche grazie agli ostacoli frapposti all’epoca dall’altro fronte del centrosinistra, il cosiddetto gruppo Tedeschi, oggi divenuto monocellulare - l’imprenditore rappresenta una nuova colonna portante nelle file del centrodestra, a sostegno anch’egli del sindaco Giacomo d’Apollonio, che rafforza così numericamente la sua maggioranza.