Partito democratico, cadono i veti per le candidature a segretario

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Ieri sera, nel corso dell'assemblea regionale, gli appelli alla discontinuità, il no ai doppi incarichi ma l’articolo 18 dello Statuto è chiaro: basta essere in regola con il codice etico e con i requisiti di iscrizione


 CAMPOBASSO. Articolo 18, quando si dice il caso. La ‘verità’ sull’identikit del prossimo segretario regionale del Partito democratico è scritta tutta qui, all’articolo 18 dello Statuto del Pd Molise. E non contempla veti, paletti, distinguo.

Di fatto, il rispetto dell’articolo 18 rimette in corsa tutti i papabili che ieri sera, nel corso dell’assemblea regionale, erano stati ‘spazzati via’ dalle richieste di evitare doppie candidature e continuità con il passato.

Certo, si tratta di istanze legittime, che danno voce e sostanza ad un malessere che è peggiorato con il passare dei mesi. Sono appelli, però. Non prescrizioni. E’ tutto scritto nero su bianco e non ci sono ‘paletti’ che valgano.

“Il Segretario regionale è eletto direttamente dagli elettori ed elettrici unitamente all’ Assemblea. L’elettorato passivo è riservato agli iscritti in regola con i requisiti del Codice Etico e con quelli di iscrizione presenti nella relativa anagrafe alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni”.

Quindi, se intenderanno proporsi, potranno farlo tutti gli esponenti del Pd che ricoprono una carica istituzionale, a qualsiasi livello.

L’obiettivo, come hanno sintetizzato bene i partecipanti all’assemblea regionale di ieri, è una candidatura unitaria, riconoscibile. Ma senza veti, a leggere il regolamento, anche se nessuno ieri ha inteso ricordarlo, forse per evitare polemiche ulteriori.

La richiesta di rinviare il congresso, inviata all’attenzione della direzione nazionale e comunicata ieri sera da una parte dei partecipanti, invece nasce dalle tempistiche precedenti che hanno sempre visto la celebrazione prima del congresso nazionale e poi di quelli regionali. I sondaggi recenti danno una lieve crescita nel gradimento del partito e se si votasse dopo oppure insieme al nazionale, le Primarie risulterebbero più attrattive: questo in sintesi il pensiero ricorrente.

Ma la fase congressuale regionale è stata già avviata in altre realtà: oggi, ad esempio, si celebra quello della Toscana. A breve si voterà in Lombardia. Quindi appare abbastanza difficile che si possa concedere questa opportunità al solo Molise.

Tutto è possibile, però. Soprattutto in una situazione così fluida e ugualmente complicata, dove gli equilibri hanno assunto un rilievo maggiore che in altre situazioni simili del passato.

Equilibri, si diceva. Ma non ‘liturgie’ e trattative segrete. I grandi assenti alla riunione di ieri sera, ad esempio, cosa faranno? Saranno spettatori, primi attori oppure attori in incognito?

L’ex segretario Micaela Fanelli, l’ex presidente della Regione Paolo di Laura Frattura, l’ex senatore Roberto Ruta ‘parteciperanno’ alla nuova fase del Partito democratico? Di certo sì ma con quale spirito, supportando quali idee e soprattutto quali candidati?

Andando a senso, appare abbastanza difficile che Ruta possa sostenere il presunto candidato più vicino all’ex governatore, e cioè Vittorino Facciolla. Idem al contrario: quantomeno improbabile che Frattura e Fanelli possano sostenere la probabile candidata alla segreteria Laura Vennitelli.

Gli schemi sono ancora troppo labili ma ci sono delle certezze sulle quali difficilmente si si potrà cambiare idea.

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