Niro tenta la spallata a Iorio: continua lo 'shopping' in casa dell'ex governatore

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L’assessore regionale continua a mietere consensi e adesioni al suo partito, Popolari per l’Italia. “L’ex presidente, un grande supporto, in una maggioranza di neofiti” dice con diplomazia. Nei prossimi giorni verranno comunicate altre adesioni di consiglieri comunali dei Comuni della provincia di Isernia


CAMPOBASSO. Crescono gli amministratori che aderiscono al progetto politico che in Molise ha il volto dell’assessore Vincenzo Niro. La foto che immortala Domenico Chiacchiari, (ex?) ioriano di ferro, alla convention di Roma dei ‘Popolari per l’Italia’ sposta lo zoom sui ragionamenti politici che piano piano prendono forma e concretezza.

E si continuerà così, avverte Vincenzo Niro, raggiunto al telefono mentre viaggia verso Termoli. Nei prossimi giorni presenterà altri amministratori, sempre riferibili a Comuni della provincia di Isernia (al momento sono 5: Gianni Fantozzi, Salvatore Azzolini, Vittoria Succi, Giovanni De Marco e il transfugo Enzo Di Luozzo) che hanno deciso di sposare il suo progetto politico.

Ma oggi sono ore concitate: si presentano le liste per le Provinciali di fine ottobre e, di certo, l’assessore starà definendo altre possibili candidature. “Certo, per Palazzo Magno ci sono almeno tre candidati riferibili ai Popolari – dice Niro con il solito garbo – ma i nomi al momento non li dico. E’ evidente che si tratti di una competizione che porta dentro tutte le problematiche derivanti dalle normative attuali”.

La chiacchierata, a dire il vero, non è mirata al ‘totonomi’ e alle indiscrezioni sulle candidature, ma alla ‘campagna di adesioni’ che ogni giorno fa registrare nuovi ingressi. La Lega, da una parte, e in ‘Popolari per l’Italia’ dall’altra, sono le formazioni politiche che catalizzano il consenso, le adesioni e le attenzioni. Come si dice in gergo, nelle rispettive differenze sono entrambe attrattive.

“Il partito prende consistenza, le adesioni lo dimostrano – spiega – perché forse si sta esaurendo un modo di fare politica che sa solo ‘urlare’, strepitare. Noi abbiamo sempre parlato al cuore delle persone, non alla pancia. Cerchiamo di dare risposte concrete ai bisogni, non di rispondere alzando i toni dello scontro. Questo progetto politico, oggi, raccoglie i frutti di un percorso che è stato avviato nel 2017, prima delle elezioni regionali. Il ‘patto di Termoli’ ha sancito questo avvio e ogni giorno abbiamo conferma che stiamo camminando nella direzione giusta. Basti pensare alla storia di questo partito, diventato un caso in positivo in un momento politico dove invece hanno presa argomenti e toni molto diversi da quelli che portiamo nel dna”.

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