Frizioni e ‘fazioni’ nella Lega, Tosino si dimette da coordinatore cittadino e accusa Mazzuto: “Si sente padrone”

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Duro intervento dell’esponente leghista di Santa Croce di Magliano che critica apertamente l’operato dell’assessore regionale al Lavoro al vertice del Carroccio molisano


SANTA CROCE DI MAGLIANO. Neanche il tempo di presentare le liste in occasione delle imminenti elezioni provinciali di Campobasso, che arriva un primo scossone. E percorre la formazione leghista.

Ad alzare i toni e a rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico all’interno del Carroccio molisano è il coordinatore cittadino del partito a Santa Croce di Magliano Maria Felicia Tosino, la quale invoca al contempo le dimissioni di Luigi Mazzuto dalla giunta regionale.

“Dopo l'ultima sceneggiata perpetrata da Luigi Mazzuto, coordinatore regionale della Lega, - afferma con veemenza Tosino - che non ha presentato una nostra lista della Lega in occasione delle elezioni relative al rinnovo del Consiglio Provinciale di Campobasso, non posso far altro che rassegnare le mie irrevocabili dimissioni da coordinatore cittadino di Santa Croce di Magliano, uno dei primi organismi del partito a costituirsi nel Molise. Mi dimetto, anche e soprattutto, perché ormai si sente il padre padrone della Lega dopo aver rifiutato di candidarsi e, dopo aver 'usurpato' l'assessorato regionale ad Aida Romagnuolo.

Altrettanto deve fare Mazzuto, dimettendosi dalla Giunta, - incalza Maria Felicia Tosino - perché quel posto non gli tocca e poi da Coordinatore regionale. Con il partito nelle mani di Mazzuto, né io e né gli altri nostri iscritti ci sentiamo tutelati o rappresentati, avendo egli dimostrato in questi pochi mesi di oblio vissuti nelle stanze del suo assessorato, di ‘inciuciare’ esclusivamente con i vecchi politici di Forza Italia. Non dimentico che a Pontida, si portò sul palco illustri sconosciuti e, quando gli fu chiesto il perché, rispose che non ne sapeva niente, una risposta senza senso. Con quella mossa, aveva silurato Romagnuolo e Calenda.

Come coordinatore cittadino di Santa Croce, non sono mai stata convocata ad una riunione da parte di Mazzuto – denuncia l’ex coordinatrice - e né, tantomeno, l’ho mai visto nel mio paese. La goccia poi che ha fatto traboccare il vaso, è stato il suo atteggiamento autoritario, avendo inviato al Comune di Termoli una nota in cui impedisce a chiunque di fare banchetti o promozione politica per la Lega se, non previa sua autorizzazione.

Io e tutti gli iscritti di Santa Croce, - conclude - restiamo con Aida Romagnuolo, perché ha portato la Lega nel Molise al ben oltre l’11% e, ad essere il primo partito del centrodestra, a Campobasso e a Termoli. Rassegno le dimissioni, perché Mazzuto rappresenta il tipico personaggio che si è seduto a tavola, dopo che gli altri hanno cucinato e apparecchiato. E nel Molise questo non è più possibile. Resto fedele a Salvini e a Romagnuolo”.

Parole durissime all’indirizzo dell’assessore regionale al Lavoro, che confermano l’esistenza di un forte dualismo all’interno del Carroccio molisano.

 

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